Inzaghi, il dibattito: da Sacchi a Bergomi dubbi e soluzioni del periodo no

di Diego De Cicco

Inzaghi si trova al centro di molti dibattiti pubblici, non solo da parte dei tifosi nerazzurri ma anche dagli addetti ai lavori.

L’allenatore nerazzurro in questa stagione non sta riuscendo a far esprimere al meglio i suoi giocatori. Dopo la stagione di esordio ci si aspettava una partenza decisamente migliore. Lo scorso anno Inzaghi, al suo primo anno in nerazzurro, ha fatto vedere delle prestazioni eccellenti specialmente nella prima metà della stagione. Pur ereditando una squadra forte, che guidata da Conte aveva appena conquistato lo scudetto, è vero che ha dovuto sopperire alle partenze di Lukaku, Hakimi ed Eriksen. L’allenatore ex Lazio non solo aveva accettato la sfida, ma aveva fatto proprio il progetto portando uno sviluppo di gioco che negli anni contiani non si era visto. Tutto sembrava procedere nel migliore dei modi, con i tifosi nerazzurri spesso incantati dalle prestazioni delle squadra fino al mese di febbraio.

La sconfitta nel derby di ritorno, i 7 punti in 7 partite e l’eliminazione dagli ottavi di Champions, pur se dopo ottime prestazioni contro il Liverpool, hanno portato a galla tutte le difficoltà della squadra. Le vittorie contro la Juventus nelle finali di Supercoppa e Coppa Italia hanno sicuramente portato 2 trofei in bacheca, ma non sono riuscite a far cancellare l’amarezza di uno scudetto non vinto anche a causa di prestazioni non all’altezza come quella di Bologna, che di fatto ha tolto ai nerazzurri la possibilità di essere artefici del loro destino.

Inzaghi è al centro di un continuo dibattito. Le prestazioni dell’Inter creano dubbi e hanno bisogno di soluzioni veloci.

Questa stagione era partita sotto i migliori auspici. Il ritorno di Lukaku sembrava riportare entusiasmo al pianeta nerazzurro, affievolito dai mancati arrivi di Bremer e Dybala dopo i tanti troppi annunci estivi. Inzaghi si è trovato dunque un gruppo in cui gli addii di Perisic, Vidal, Sanchez e Ranocchia sembravano esser stati degnamente sostituiti dai vari giocatori in entrata. Pur considerando una stagione calcistica anomala, con una preparazione fortemente anticipata e il trovarsi nel pieno della stagione già a settembre, dei sintomi di annebbiamento si erano intravisti in estate. Le prestazioni non all’altezza della difesa e le difficoltà nello sviluppo dell’azione delle amichevoli estive sono state probabilmente sottovalutate, ma sta di fatto che dopo 9 partite di campionato e 2 di Champions non sembrano essere risolte.

Sul banco degli imputati, come sempre avviene nel mondo del calcio quando le cose non vanno bene,  è salito ovviamente l’allenatore. Inzaghi in questi giorni è stato al centro di numerosi dibattiti riguardanti sia la sua fede tattica che le decisioni di formazione assai discutibili. Dopo le sconfitte rimediate contro la Lazio e il Milan in campionato, quella contro l’Udinese  nell’ultima giornata di Serie A ha aperto definitivamente la crisi nerazzurra.

Nonostante la società sia compatta attorno al suo allenatore sono molti gli addetti ai lavori che dibattono pubblicamente sull’operato dell’allenatore nerazzurro. Dalla formazione schierata al doppio cambio effettuato alla mezz’ora del primo tempo sono stati molti i dubbi generati dalle scelte del mister. Inoltre, la mancanza di idee e di spirito di gioco dei suoi giocatori non portano certo acqua al suo mulino.

Inzaghi, per Sacchi è solo un “buon tattico” mentre per Ranieri due cambi al trentesimo sono da evitare.

Tra i tanti il guru del calcio Arrigo Sacchi ha detto la sua su Inzaghi dalle pagine de La Gazzetta dello Sport. Definendo al momento utopica l’idea di vedere l’Inter poter vincere lo scudetto, l’ex allenatore del Milan ha parlato dell’allenatore ex Lazio.  Ha detto che è cresciuto molto negli ultimi anni ma alla fine è rimasto solo un “buon Tattico”. Per Sacchi il principio calcistico di Inzaghi “è sempre il solito: non prenderle, poi si vedrà. L’Inter pratica un 5-3-2 con sovrabbondanza di giocatori in difesa, gli attaccanti e i centrocampisti sono sempre in inferiorità numerica”.

Sulla tematica è intervenuto anche l’ex tecnico nerazzurro Claudio Ranieri. Il mister del miracolo Leicester è stato critico nei confronti della gestione tecnica attuale dei nerazzurri. Sempre su la “rosea” ha dichiarato che: “L’Inter non è più lei dalla sconfitta nel derby dell’anno scorso, quando ha cominciato a perdere lo scudetto. Ha preso Lukaku per recuperare la grinta di una volta, ma l’ha perso subito. Diamo tempo a Inzaghi anche se qualche sostituzione è parsa affrettata”concludendo che “in certi casi sarebbe bene parlare con il giocatore per capire se, dopo l’ammonizione, può continuare.”

Bergomi ha detto la sua a Radio Nerazzurra. Lo zio, storico capitano dell’Inter, ha spiegato che secondo lui delle scelte tecniche possono far discutere, come i due cambi al 30’, ma poi un allenatore sa come dover recuperare i rapporti. Giocatori che per lui ora hanno perso entusiasmo che però non dipenderebbe dall’aspetto tattico ma dalla mentalità e dalla leadership, qualità che sembra mancare nella rosa attuale.

Il tempo sicuramente per recuperare c’è, ma è indubbio che debba passare da una piccola grande rivoluzione di metodi, credi calcistici e mentalità di tutti.

Inzaghi, la posizione della società è chiara (GdS).


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