Inter, nessun big sacrificato se si realizza una condizione. Il punto

di Candido Baldini

Inter, la parola autofinanziamento continua ad aleggiare in maniera importante in casa nerazzurra.

Nel corso dell'ultima sessione estiva di calciomercato sono arrivate due cessioni eccellenti (Hakimi e Lukkau), che hanno avuto il duplice scopo di risanare i conti e di finanziare il mercato. Anche per quest'anno sembra lecito doversi aspettare una strategia simile, ed il nome su cui confluiscono tutti gli indizi relativi ad una possibile partenza è quello di Lautaro Martinez. L'argentino è uno di quelli che potrebbe portare offerte importanti, ma al contempo è anche l'unico punto fermo dell'attuale attacco. Edin Dzeko non ha la carta di identità dalla sua, Joaquin Correa non ha mai convinto del tutto e Alexis Sanchez sembra essere avviato verso la cessione (anche se servirà un acquirente visto che sul suo contratto non c'è alcuna clausola rescissoria come nel caso di Arturo Vidal). 

E allora ecco che, secondo la Gazzetta dello Sport, la società potrebbe tentare un'altra strada, ossia quella delle cessioni minori. Andrea Pinamonti potrebbe portare nelle casse circa 25 milioni di euro, grazie alla grande stagione che sta vivendo all'Empoli. Altri 15 potrebbero arrivare grazie alla partenza a titolo definitivo di Martin Satriano. Poi c'è Sebastiano Esposito, che potrebbe essere riscattato dal Basilea. In sostanza da questi tre ex Primavera l'Inter potrebbe ricavare circa 50 milioni di euro, senza scordare poi che ci sono anche Mulattieri e Agoumé da piazzare.  “In definitiva, ingredienti diversi per mettere in tavola lo stesso piatto, senza necessità di andare a toccare Lautaro. Il piano è ambizioso, ma val la pena provarci”.


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