Inter, il mondo di Caicedo e Correa: da Roma a Milano, cosa può cambiare

di Nicolò Toccaceli

Inter – “Amami o faccio un Caicedo”, cantavano i tifosi della Lazio una decina di mesi fa, quando la pantera ecuadoriana faceva esplodere i supporters biancocelesti nei finali di gara.

Usualmente infatti nelle scelte di Inzaghi c'era Joaquin Correa come titolare gerarchico al fianco di Immobile. Quando le gare si mettevano male, poi, l'ex Espanyol era pronto dalla panchina. Dopo l'esplosione di Caicedo ci sono state partite in cui il tecnico lo schierava insieme a Ciro, favorendo la propensione dell'attuale capocannoniere del campionato verso l'attacco della profondità.

Un anno dopo Inzaghi e Correa si sono ritrovati all'Inter, e Felipe potrebbe seguirli a ruota. Un trio atipico, di certo completamente stravolto. Se la carriera di Simone ha certamente effettuato un upgrade, grazie alla panchina campionessa d'Italia, quella del Tucu e di Caicedo (qui il focus sul bomber ex Lazio) va verso un'altra prospettiva. I due infatti partirebbero entrambi come riserve dei titolarissimi Dzeko e Lautaro, con un Sanchez in grande ascesa. Chiaro che l'acquisto dell'attuale attaccante del Genoa è motivato e spinto dall'infortunio dell'argentino, ma quando quest'ultimo tornerà in campo, i due si alterneranno come subentranti.

Idealmente, Correa farà il vice Lautaro, Caicedo il vice Dzeko. Per caratteristiche fisiche e soprattutto tecniche. Ma l'operazione Caicedo non va assolutamente sottovalutata. Il feeling con l'allenatore potrà rendere l'ecuadoriano utile alla causa sin da subito, e i nerazzurri potranno guadagnare una punta d'area da inserire sia in situazioni di punteggio sfavorevole, sia in gare in cui potrà servire tenere su palla e far rifiatare Edin.

Caicedo e Correa, da Roma a Milano: può cambiare tutto.


Dalla stessa categoria

Le prossime partite

La classifica

Condividi su