Inter, 27 maggio, una data segnata dal destino

di Mario Spolverini

Un grande pezzo della storia dell’Inter è datato 27 maggio, un giorno segnato dal destino come nessun altro, nel bene e nel male.

Il 27 maggio 1964 l’Inter è al Prater di Vienna a vincere la sua prima Coppa dei Campioni contro il Real di Puskas e Di Stefano. La brigata di giovanotti di Helenio Herrera stende la tappeto il mito madridista, un 3 a 1 senza appello. Una giornata ricca di momenti passati alla storia. La prima migrazione di massa dei tifosi, giunti in 20 mila nella capitale austriaca,   Sandro Mazzola (autore di una doppietta) avvicinato a fine gara da Puskas “ho rivisto Valentino…”  La Coppa l’alza al cielo Armando Picchi, capitano di quella  squadra che stava aprendo il ciclo più importante della sua storia.

27 maggio 1965, stavolta non ci sono viaggi da fare, si gioca in casa. E’ San Siro infatti ad ospitare la finale, l’Inter ha davanti il Benfica di Eusebio, il ricordo dell’impresa con il Liverpool è ancora fresco. Poche emozioni anche per il campo reso infido dalla pioggia, difesa nerazzurra perfetta e contropiedi micidiali. Una zolla più fradicia delle altre tradisce Costa Pereira su un tiro neanche tanto insidioso di Jair, il pallone gli scivola sotto le gambe, l’ 1 a 0 reggerà fino alla fine. Armando Picchi alza anche la seconda Coppa dei Campioni davanti al pubblico nerazzurro in estasi.

Inter, 27 maggio data del destino

Un salto fino al 1971, la storia della Grande Inter è finita, il capitano ha lasciato l’Inter qualche anno prima avviandosi ad una luminosa carriera da allenatore. La Juventus lo ha ingaggiato nell’estate del 1970, a febbraio del ’71 iniziarono i dolori alla schiena. Il ricovero, le speranze, l’intervento chirurgico, tutto inutile. Picchi si spenge a Sanremo alle 3 del mattino del 27 maggio.
La grandezza di una squadra, la tragedia del suo capitano, tutto racchiuso in una data.

L’Inter è anche (o soprattutto) storie come questa.


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