Barella, il toccante saluto a Cagliari e ai tifosi: la lettera del centrocampista

Nicolò Barella saluta i suoi ormai ex tifosi e il club sardo. Le bellissime parole in una lettera sul profilo Twitter del Cagliari.
13.07.2019 11:37 di Giovanni Ragosa   Vedi letture
Fonte: Profilo Twitter Cagliari

Il nuovo centrocampista dell'Inter, Nicolò Barella, con una lettera, saluta Cagliari. Questo il contenuto: "Cari Tifosi Rossoblu, cara Società, caro Pres, cari Compagni, sto vivendo una sensazione stra­na. La mia carriera di calciato­re professionista mi sta portando via dalla mia Terra, dalla mia città, dalla mia famiglia e dagli ami­ci più cari. Mi sta portando oltre il mare, lontano da casa. Dalla mia casa: il Cagliari. Potrei dire che lo è sin dal giorno in cui sono en­trato nelle giovanili, ma forse lo è sempre stata. Perché sono un ra­gazzo fortunato: ho avuto la pos­sibilità di difendere sul campo i colori della squadra per la quale faccio il tifo sin da bambino.

Ho realizzato il mio sogno, nato nei campetti di periferia, quando da piccolo mio padre mi portava alle sue partite e a bordo campo, con addosso una maglietta del Cagliari, prendevo a calci pallo­ni più grandi di me. Crescendo, sono andato regolarmente allo stadio, a soffrire per i nostri colori. Ho ammirato dagli spalti la classe di campioni come Andrea Cossu, Marco Sau e Daniele Conti. Ad un certo punto mi sono ritrovato ad allenarmi e a condividere lo spo­gliatoio con loro: non sto a dirvi l'emozione della prima volta che ho varcato lo spogliatoio della pri­ma squadra ad Asseminello.

Da tutti loro ho cercato di imparare qualcosa, sul piano tecnico e non. Sono stati bravi maestri: mi hanno trasmesso il senso del sa­crificio, il valore della sofferenza e della partecipazione. L'apparte­nenza e l'amore per la maglia le avevo già dentro. Ho cercato di la­vorare sodo per aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi. In campo ho dato tutto, sempre, dal primo all'ultimo minuto, in ogni partita. Ho preso e dato botte, ho discusso con gli arbitri, litigato con gli avversari.

Ho esultato, urlato, pianto. Gio­care per il Cagliari è insieme un piacere, un onore, una responsa­bilità: qualcosa che rende più dol­ci le vittorie e raddoppia il peso del cuore quando si perde. Al di là delle soddisfazioni personali, ho messo la squadra al primo po­sto. Era l'unica cosa che contava. Il Cagliari. E la Maglia: ho provato ad onorarla con tutte le mie forze, credo di esserci riuscito.

Adesso inizio un nuovo capitolo della mia carriera, sono pronto a lottare e dare tutto per i miei nuo­vi colori e i miei nuovi tifosi. Por­terò comunque sempre nel Cuore la mia Terra e la sua gente con af­fetto."