Inter Primavera, harakiri contro la Sampdoria: le colpe di Chivu e della rosa

di Gianfranco Rotondo

Inter Primavera, sconfitta dolorosissima contro la Sampdoria per 2-3.

La squadra di Christian Chivu è stata, nella giornata di oggi, protagonista di una delle prestazioni più brutte del campionato Primavera. Una partita che era stata indirizzata nei binari giusti grazie al gol del vantaggio firmato da parte di Jurgens, grazie ad una bella giocata in verticale della squadra, e poi con il raddoppio di Iliev, pescato ottimamente dal sinistro di Peschetola. Una partita che, come detto, sembrava essersi messa sui binari giusti, ma poi ecco che arriva l'harakiri nerazzurro, merito anche di una Sampdoria che non ha mai mollato il colpo e che non ha mai dato per persa la gara.

In casa Inter, le colpe, sono da dividere, come sempre accade in casi del genere, in parti uguali, a partire dall'allenatore, Christian Chivu, che ha cambiato tanto in termini di giocatori e di modulo, senza aver trovato una quadra dopo più di metà stagione. Un utilizzo mortifero di giocatori che non giocavano da parecchio tempo, cosa che si è vista tutta alla distanza. Non solo, ma anche i tentativi di cambiare qualche giocatore a gara in corso non sono serviti a molto. Ma tante note negative anche per quanto riguarda i giocatori, da Rovida che avrebbe potuto fare di più su due dei tre gol, alla coppia di centrali di difesa Hoti-Fontanarosa sembrata molto poco in palla, fino al centrocampo che non è riuscito ad arginare l'ondata blucerchiata.

Una delle pochissime note positive è stata la prestazione fatta dal giovanissimo classe 2005, e fresco di rinnovo contrattuale, Valentin Carboni, che ha sempre dato l'impressione di poter dare la scossa alla squadra con le proprie giocate. Ma per la squadra Primavera questa partita ha dimostrato che il progetto tecnico di Christian Chivu stenta a decollare e che la quadra è molto lontana da essere trovata e, di conseguenza, la continuità di gioco e risultati. A fine anno si tireranno le somme, anche perchè, ad oggi, sono davvero in pochi ad aver dimostrato di poter avere una presenza assidua nella massima serie.


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