Zanetti Inter, il vicepresidente si racconta: una vita passata in nerazzurro

di Daniel Cavaliere

Zanetti Inter, il vicepresidente si racconta. Intervistato nel nuovo format “Careers Legend” di InterTV, Javier Zanetti ha raccontato la sua vita passata in nerazzurro attraverso delle foto.

Zanetti inizia parlando dell’inizio della sua carriera in nerazzurro, con una foto che lo ritrae insieme a Giacinto Facchetti “Era la mia presentazione con Sebastian Rambert. C’era anche Facchetti che ha fatto la storia di questo club. Questa foto rappresenta l’inizio della mia carriera con l’Inter. Rambert lo sento ogni tanto, c’è un bellissimo rapporto e per entrambi era un sogno arrivare all’Inter. Era lui il più forte in quel momento, era stato capocannoniere in Argentina mentre io ero uno sconosciuto”. Zanetti tiene anche a ricordare Facchetti e lo definisce una grande persona che aveva il rispetto di tutti “Mi ha insegnato tanto, mi manca tanto. Avrò sempre un grandissimo ricordo”.

Zanetti, altri momenti magici con l’Inter

Javier parla della finale di Coppa UEFA del 1998 contro la Lazio, dove ha segnato il gol del 2-0 “Non ho fatto tanti gol e questo è stato molto importante. Stava calciando Simeone, gli ho urlato di lasciarmela e col destro la mando sotto l’incrocio. Quell’Inter la ricordano tutti perché era un bel gruppo e Gigi Simoni era il nostro condottiero. Potevamo vincere di più, poi abbiamo capito perché non accadde”. Zanetti parla anche dei suoi avversari “Maldini l’ho sempre ammirato, è una persona reale e molto rispettosa. Lui difendeva la maglia e la storia del club come facevo io, rimane sempre questa grande amicizia”. Javier definisce Baggio come il più grande avversario che abbia mai affrontato. Javier parla dei derby di Champions League del 2003 e ricorda la grande tensione che c’era prima delle sfide “In quelle due settimane c’era una tensione incredibile a Milano, ovunque andavi ti facevano capire l’importanza di quella sfida”.

Zanetti, da dirigente, cerca di trasmettere interismo ai suoi calciatori “Quando si abbattono dopo una sconfitta, gli dico sempre che l’Inter è resiliente. Io in tanti anni ho vinto solo una Coppa UEFA e vedevo vincere sempre gli altri. Però dicevo al presidente Moratti che il nostro momento sarebbe arrivato e il tempo mi ha dato ragione.
Il momento più bello vissuto con la maglia nerazzurra è stata la notte di Madrid, mentre il momento più brutto è stato quello del 5 maggio.
Zanetti conclude l’intervista ricordando il giorno dell’addio a San Siro “Fu uno dei momenti più emozionanti della mia carriera. Mi sono venute in mente tutte le cose che ho fatto in 20 anni. Sarei uscito fuori dallo stadio ad abbracciare tutti i tifosi perché anche adesso mi dimostrano affetto ed è la cosa più bella che mi riconoscano per quello che ho dato. Quel giorno il pianto era dentro, ero emozionato ma ho pianto prima e dopo. In quel momento me la volevo godere guardando San Siro strapieno”.


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