Inter, il Made in Italy nerazzurro va blindato: il punto sulle riconferme

di Simone Salines

L'Inter lavora sui giocatori italiani da tenersi stretti.

I primi ad essere stati blindati sono stati Nicolò Barella e Alessandro Bastoni, con i due che hanno apposto la propria firma su un contratto che li legherà al club milanese fino al 30 giugno 2026. Un segnalo chiaro, quello della dirigenza di Via della Liberazione, atto a far capire alle pretendenti che le cessioni illustri (salvo offerte irrinunciabili come quella del Chelsea per Romelu Lukaku) sono finite. Successivamente abbiamo Danilo D'Ambrosio, in nerazzurro dal gennaio 2014. Il difensore classe 1988 originario di Caivano, è pronto a prolungare il proprio contratto in scadenza al prossimo 30 giugno di un'altra stagione.

Discorso leggermente diverso per Federico Dimarco. Allenatore e società sono più che soddisfatte del suo rendimento, ma al contempo l'ex Hellas Verona potrebbe essere una pedina di scambio importante in un'ipotetica operazione col Torino per Gleison Bremer. Nessun dubbio invece per Roberto Gagliardini. L'ex Atalanta piace a Simone Inzaghi sin da quando quest'ultimo vestiva la carica di allenatore della Lazio, e adesso che ce l'ha a disposizione per sé non ha affatto intenzione di liberarsene. 

Gli unici due giocatori Made in Italy che rischiano di concludere la propria avventura in nerazzurro al termine della stagione, sono Alex Cordaz e Andrea Ranocchia. Entrambi hanno un contratto in scadenza il prossimo 30 giugno che con ogni probabilità non verrà prolungato. Ad oggi, la linea che ha deciso di percorrere lo stato maggiore del club interista è questa.


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