Inter Dybala, poche certezze ma tanti errori e ipocrisie

di Mario Spolverini

(Inter Dybala)  Giornata decisiva per Dybala all’Inter… quante volte lo abbiamo letto o ascoltato? E quante giornate decisive dovremo ancora sorbirci prima che la telenovela abbia fine?

E’ il calciomercato bellezza, c’è chi ci campa e merita tutto il nostro rispetto, c’è chi lo usa per regalarsi un momento di visibilità e magari anche due spicci, vantando esclusive e fonti privilegiate che neanche la moglie di Marotta…

Di certo fino a quando l’argentino non avrà apposto il suo autografo sotto un contratto qualsiasi ci sarà trippa per questi gatti. Nel frattempo i tifosi nerazzurri continueranno ad essere sballottati tra balle fatte passare per “notizie”  e perfino a dividersi in fazioni tra i seguaci di quello o quel giornalista o tra fenomeni social di varia natura.

Per quel che è dato sapere ad oggi vicenda Dybala ci sono poche certezze ma tanti errori, figli di valutazioni errate, invidie malcelate, ipocrisie.

L’errore dell’entourage

Il primo errore è quello dell’entourage di Dybala.
Pensava che il tempo si fosse fermato, che pandemia, guerra e crisi economica non  riguardassero il dorato mondo del calcio e dei procuratori. Qui si che la trippa è finita ed i gatti restano a bocca asciutta, anche quando i parametri zero sono prestigiosi. Il Milan che lascia andare Donnarumma era stato un primo segnale preciso, oggi succede a Mertens, Belotti, Bernardeschi, solo per restare ai nomi più “pesanti”. Immaginare che i club potessero continuare a fungere da bancomat per gli agenti quando tutto il mondo tira la cinghia è stato un abbaglio colossale.  Il calcio si è fatto furbo (più per necessità che per virtù), le richieste di commissioni enormi bloccano i trasferimenti. Tra l’altro Dybala c’era già passato sopra tre anni fa quando lo United disse no grazie alle richieste di Antun, lui restò alla Juve e Lukaku arrivò all’Inter.  Dovunque andrà il ragazzo dovrà accontentarsi di uno stipendio ben diverso dalle cifre di cui si parlava ai tempi del rinnovo con la Juve, i suoi agenti invece pure. Marotta aspetta, intanto si liberano caselle e quote di monte ingaggi, quando anche il signor Antun arriverà a più miti consigli l’affare potrà andare in porto.

E se non dovesse andare così? Il mondo non si fermerà, l’attacco dell’Inter neanche. I tifosi se ne faranno una ragione, dopo i primi due gol di Lukaku e Lautaro tutto sarà dimenticato e tutti vivranno felici e contenti.

Le certezze dei giornali

Una cosa invece è certa, Dybala all’Inter dà fastidio a parecchi. Già il ritorno di Lukaku è stato salutato come un evento dai contorni incerti, all’Inter non si fanno sconti o riconoscimenti di buon lavoro. Subito dopo è partita la filastrocca più fastidiosa, che se ne fa l’Inter di Dybala? Perché non va al Napoli o alla Roma o al Montevarchi (con tutto il rispetto)? Lì si che troverebbe ambiente adatto, maglia da titolare per contratto, allenatori pronti a mettere in discussione i loro schemi pur di farlo giocare come vuole. Dybala è una seconda punta, l’Inter non ha bisogno di seconde punte. Ma va, Dybala è un trequartista, dove sta il trequartista nello schema di Inzaghi? I più perfidi fanno notare che non è arrivato uno straccio di offerta dall’estero, i più lucidi (Mario Sconcerti oggi sul Corsera) rispondono che tutti nel mercato sanno già da tempo che la sua destinazione è Milano. E passano ad altro.

Per fortuna c’è Totti

Giocano con le parole, sparano sentenze, danno lezioni, convinti di incidere ancora. E’ passato da poco l’anniversario dell’11 luglio 1982, Italia Campeon, una copia di quel giorno resta appesa in tante case italiane, i giornali sportivi dominavano i numeri dell’editoria. A quei tempi una campagna ben orchestrata poteva influire in qualche modo sulle scelte di qualche presidente. Oggi non più, anche se loro non lo sanno, o magari lo sanno ma ci provano lo stesso per darsi un tono o per compiacere qualcuno.
Poi, per loro fortuna, arriva la separazione fra Ilary e il Pupone. Evviva il gossip, almeno per i prossimi 10 giorni …


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