Inter, tra Napoli e Liverpool è il “quasi” che tiene a galla i nerazzurri

di Mario Spolverini

Napoli Inter Liverpool – Se Brozovic e Barella giocano entrambi una partita ampiamente sotto il  loro standard, se Calhanoglu non ne azzecca una in 80 minuti, se De Vrij continua il suo percorso di dolore degli ultimi mesi, se Dzeko e Lautaro fanno molte cose ma non gli attaccanti, contro le squadre più attrezzate è quasi logico andare in difficoltà.

 

E’ quel quasi che salva capra e cavoli. Come all’andata con gli azzurri di Spalletti quando dopo il gol di Zielinski l’Inter era quasi sul baratro, in quel momento era a meno 10 dal Milan. Il 3 a 2 finale segnò l’inizio della rincorsa con annesso sorpasso. Al Maradona il rigore di Insigne ha spinto l’Inter quasi sull’orlo della crisi di nervi, dopo il derby regalato un’altra sconfitta avrebbe aperto scenari apocalittici anche se tutti dimenticano (o fanno finta di dimenticare perché fa comodo così) che i nerazzurri hanno una partita in meno.

 

I due gol ad inizio dei due tempi hanno minato le certezze di chi li ha subiti, il Napoli ha avuto qualche occasione in più ma alla fine i ragazzi di Spalletti erano in riserva di energie fisiche e psicologiche, il peso della mancata vittoria annebbiava gambe e idee, l’Inter con un po’ di coraggio in più e qualche errore di misura in meno avrebbe pure potuto tentare il colpaccio. Alla fine non un unto guadagnato ma un punto giusto.

 

Non ho visto grandi differenze tra l’Inter del primo tempo e quella della ripresa, sono mancate le solite geometrie illuminate da Brozovic, le scorrerie di Barella, la fase offensiva l’ha sostenuta più Dumfries di Dzeko e Lautaro. Facciamo a capirci, cosa vogliamo imputare a questi ultimi? Il bosniaco ha avuto due occasioni, una di testa nel primo tempo l’ha messa in bocca ad Ospina, la seconda dietro le sue spalle. Il Toro continua a non trovare il punto di riferimento nei pressi dell’area di cui ha bisogno come l’aria per respirare, gioca a 30 metri dalla porta avversaria, quando ci arriva Dzeko di solito sta dietro di lui e davanti ha solo avversari. E’ così dall’inizio del campionato, con le squadre meno attrezzate può essere sufficiente, con la concorrenza per il vertice quasi no.

 

Per fortuna ora il ciclo terribile di inizio girone di ritorno (Lazio, Atalanta, Milan, Coppa Italia, Napoli)  è finito, da domenica prossima il calendario sarà decisamente più abbordabile, almeno fino ad inizio aprile quando l’Inter renderà visita alla Juventus. Nel frattempo Milan e Napoli si scontreranno tra loro tra tre settimane, per poi dover affrontare entrambe squadre rognose come Atalanta e Lazio. Non c’è da stare in poltrona con il popcorn in mano ad aspettare  e gufare ma adesso il peggio è passato.

 

Ora si fa rotta verso la Champions, verso il Liverpool di Klopp e delle meraviglie,  anche se a molti non va giù l’Inter ci arriva nonostante tutto da virtuale capolista, se ce lo avessero detto 6 mesi fa avremmo firmato con il sangue.

 

Viste le differenze di valori tecnici ed esperienza internazionale sarà uno scontro quasi ingiocabile.

 

Quasi…

 


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