Inter, non è tutto ora quello che luccica | Serpeggia il malcontento: la storia di un nerazzurro ai titoli di coda

Una delle ultime Inter made in Simone Inzaghi - lapresse - interdipendenza.net
Tre punti d’oro per Chivu al debutto in Serie A sulla panchina dell’Inter. Ma ecco i foschi presagi: un nerazzurro ai titoli di coda.
Presto per dire se questa Inter di Cristian Chivu, più giovane e meno legata a rigidi schemi tattici, potrà essere più performante di quella di Simone Inzaghi, certo è che la prima del nuovo allenatore nerazzurro è stata un successone. A tutto tondo.
L’esordio in campionato è stato un ruggito, un 5-0 travolgente contro il Torino che ha subito chiarito le ambizioni dei nerazzurri. Ma se il risultato ha stupito per la sua nettezza, c’è un dettaglio che ha catturato l’attenzione di tutti: la prestazione di Petar Sucic, uno dei migliori in campo. La sua prestazione dominante ha sollevato un quesito: il nuovo che avanza rischia di far sparire ciò che fino a ieri era un intoccabile?
Al posto dello squalificato Calhanoglu, il giovane centrocampista bosniaco naturalizzato croato ha dimostrato una maturità impressionante. Non solo ha dettato i tempi del gioco con una precisione chirurgica, ma ha anche messo in mostra una visione di gioco fuori dal comune. Con passaggi millimetrici e una capacità di lettura delle situazioni da veterano, Sucic ha guidato il centrocampo nerazzurro, trovando varchi e servendo i compagni con una lucidità rara.
La sua carriera è già in ascesa, si capiva che la Dinamo Zagabria gli stava stretta. Tutte hanno visto le sue doti tecniche e la sua intelligenza tattica che lo rendono un centrocampista completo, capace di abbinare quantità e qualità.
Cambiano le gerarchie?
La prestazione di Sucic è stata talmente convincente che Chivu, l’allenatore dell’Inter, potrebbe pensare di schierarlo titolare a prescindere dal rientro di Calha. Se il giovane croato dovesse conquistare la fiducia dell’allenatore, chi sarà costretto a fare un passo indietro? Il turco no, almeno non per il momento. E allora chi?
Il centrocampo nerazzurro è un reparto di grande qualità, ma con l’esplosione di Petar Sucic potrebbero anche cambiare le gerarchie di Chivu. Il nome che circola con insistenza, quello che rischia di essere il “sacrificato” sull’altare del nuovo che avanza, è quello di un veterano.

La carta d’identità conta
Henrikh Mkhitaryan è l’indiziato numero uno. Uno che potrebbe giocare molto meno di quanto non facesse con Simone Inzaghi, che lo considerava un inamovibile. Con 37 anni compiuti, l’armeno è ancora un professionista esemplare, ma il suo ruolo potrebbe non essere più quello di titolare inamovibile. Da qui la domanda che sorge spontanea.
Come prenderebbe Mkhitaryan questa nuova situazione. Certamente non sarebbe contento, con un contratto in scadenza nel 2026 poi, e un Sucic così, un’altra domanda sorge spontanea: questa potrebbe essere l’ultima stagione dell’armeno in nerazzurro? L’esplosione di Sucic sembra suggerire che l’Inter ha già trovato il suo erede, un talento che promette di scrivere presente e futuro dell’Inter.