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Lautaro Martinez spiega chi è il Toro. Dal campetto all’Inter per conquistare il Mondo

Lautaro Martinez
Lautaro Martinez ha rilasciato una lunga intervista al canale Recast dell’Inter. 
All’interno del podcast Footsteps l’attaccante ha parlato di Inter e non solo.
Il Toro ha parlato della sua infanzia a Bahia Blanca che definisce il suo posto del cuore. Lì con il fratello ha iniziato a giocare a calcio, sia prima di andare a scuola che dopo. In pratica ha passato su quel campetto da calcio tutta la sua infanzia.

Gli è stato chiesto quali siano state le tappe più importanti della sua carriera. Fondamentale è stato diventare professionista, debuttando a Buenos Aires con l’Avellaneda. Una città che descrive ricchissima di passione per il calcio. Prima di questa tappa fondamentale non dimentica che deve tanto al Liniers squadra in cui è cresciuto calcisticamente permettendogli di imparare tanto anche come uomo. Ricorda che la società aiutò in molti modi la sua famiglia e ora cerca lui di aiutare il club che lo ha allevato come bomber.

Poi parla di del suo arrivo in Italia. “Milano mi ha dato tanto amore fin dal primo giorno: sono arrivato in una squadra gigante, ha una società importante e giocatori importanti e i tifosi me l’hanno fatto sentire fin dal primo giorno, è bellissimo. Mi hanno sempre rispettato, ho sempre cercato di ridargli tutto in campo

Lautaro Martinez, i fattori che lo hanno reso un calciatore: la famiglia, il rispetto e il lavoro. Dall’Argentina fino all’amore per l’Inter e Milano.

In tutta la sua carriera ritiene che l’elemento determinante sia stata l’utilità , il rispetto e il lavoro.
Tra i momenti più emozionanti l’attaccante nerazzurro cita il suo esordio con la nazionale. Tra tanti ottimi giocatori è riuscito ad ottenere l’opportunità di poter giocare con i colori della sua terra.
Infine il Toro dice di essersi sempre ispirato all’attaccante Falcao per i movimenti sul campo e nell’area: è da sempre stato il suo idolo.

Lautaro Martinez è rimasto sempre legato alla sua famiglia, senza la quale è sicuro che non avrebbe potuto realizzare il suo sogno. Ringrazia anche l’allenatore del Racing che lo ha fatto integrare quando è arrivato a giocare lì, mentre soffriva tantissimo la lontananza da casa. Allenatore importante come tutti quelli che si sono succeduti in quanto lui ritiene di aver imparato tanto da tutti. “cerco sempre di ascoltare e vedere quello che fanno e come lavorano per migliorare“.

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