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Inter, bordata a Suning e dirigenti: ecco i protagonisti della demolizione!

Inter: gli unici ‘innocenti’ sono i tifosi interisti che stanno vedendo smontare la squadra Scudetto: in pochi mesi salutati Conte, Hakimi e Lukaku

Lukaku al Chelsea. Non ci sono state resistenze dell’Inter, solo trattative per strappare il prezzo piuÌ€ alto. Non ci sono vittime e carnefici in questa storia: nessuna anima candida che possa sbandierare stupore o aperto dissenso, a meno che non venga seguito da dimissioni. Perché tutti nell’Inter conoscono la dura situazione economica e il mandato di Zhang di tagliare i costi e vendere giocatori. Nessuno escluso. Nemmeno Lukaku“.

È il lead del corsivo di Andrea Di Caro sulla Gazzetta dello Sport di oggi, domenica 8 agosto. Nell'articolo c'è un attacco (motivato in ogni singolo punto) a tutti: da Suning a Marotta, da Ausilio fino all'ormai ex centravanti nerazzurro. “Gli unici 'innocenti' – sottolinea il quotidiano sportivo – sono i tifosi interisti che stanno vedendo smontare la squadra scudetto. In poco piuÌ€ di due mesi sono andati via: l’artefice del titolo, Conte (ora sono chiari a tutti i motivi della sua scelta? O serve altro?), Hakimi, e adesso Lukaku“.

Di Caro passa in rassegna i “protagonisti della demolizione”. Il primo in questa lista è Zhang: “Spesso assente e criticata anche dai suoi dirigenti, la proprietà si comporta come chi eÌ€ costretta a sistemare disastri altrui o ereditati. Mentre se l’Inter eÌ€ in questo stato di difficoltaÌ€, la responsabilità eÌ€ di Zhang e del suo gruppo dirigente. Da due anni sono stati chiusi i rubinetti, il mercato interista eÌ€ andato avanti con artifici finanziari, pagheroÌ€, cessioni con recompra e incentivi all’esodo. I club di prima fascia nel mondo, con pochissime eccezioni, non sono un affare, perdono soldi e richiedono spesso iniezioni di liquidità, ricapitalizzazioni o enormi abilitaÌ€ manageriali. Lo sanno tutti. Ma non eÌ€ obbligatorio prendere un club e quando non si riesce piuÌ€ a gestirlo, meglio venderlo“. 

Il secondo 'protagonista' del corsivo della Gazzetta dello Sport è l'amministratore delegato Giuseppe Marotta: “Tra i dirigenti piuÌ€ scaltri del nostro calcio, l’ad eÌ€ un navigatore di mille mari e un abile gestore della sua comunicazione. Nonostante conoscesse buchi e necessitaÌ€ del club dopo la partita scudetto con l’Udinese ha annunciato raggiante 'l’inizio di un ciclo vincente e l’inseguimento della seconda stella'. Eppure già nei mesi precedenti conscio delle difficoltaÌ€ raccontava che non sarebbe rimasto 'a fare il liquidatore'. Per calmare i tifosi delusi dopo l’addio di Conte, si eÌ€ esposto assicurando che Lukaku non si sarebbe mosso e lui sarebbe stato il garante di un’Inter competitiva, altrimenti si sarebbe dimesso. Davanti alla possibile contestazione per la cessione del belga, ha preso le distanze facendo trapelare la contrarietà sua e di Ausilio all’operazione“. 

Di Caro non dimentica poi il direttore sportivo Piero Ausilio: “E’ facile vendere Hakimi e Lukaku, il problema eÌ€ liberarsi dei giocatori indesiderati dagli ingaggi improbabili. A meno che non si provveda a sborsare decine di milioni per onerosi incentivi all’esodo“. Infine il passaggio su Lukaku: “Romelu ha capito l’aria che tira nell'Inter e ha colto l’occasione di guadagnare di piuÌ€ nella squadra campione d’Europa. Nulla che sorprenda. Di giocatori che giurano amore eterno fino a poco prima e poi se ne vanno, eÌ€ pieno il calcio. Big Rom fa solo parte del gruppo“.