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(CdS) Sabatini: “Ecco perché ho lasciato l’Inter. Su Spalletti, Icardi e Nainggolan…”

Walter Sabatini si confessa

Sabatini e l’Inter, un amore durato troppo poco per farlo definitivamente sbocciare. Il suo addio, avvenuto a fine marzo, rese ancor più instabile un ambiente, all’epoca, sull’orlo di una crisi di nervi. Poi, per fortuna dell’Inter e degli interisti, la Champions conquistata nell’ultima gara all’Olimpico contro la Lazio.

Oggi l’ex coordinatore tecnico di Suning è tornato a parlare, e lo ha fatto concedendosi una lunga intervista al Corriere dello Sport. Logicamente, partiremo dai motivi che l’hanno spinto a lasciare l’impero della famiglia Zhang: «Una scelta sbagliata. Sono entrato con un presupposto che è venuto subito a mancare. Pensavo di costruire un network internazionale, non è stato possibile. È cambiata la politica governativa sul calcio. Troppe restrizioni. I cinesi non mi ascoltavano più».

Niente di nuovo, quindi. Le restrizioni del governo cinese hanno reso impossibile la vita al direttore, abituato a lavorare in passato con più libertà. Oggi è alla Sampdoria del vulcanico presidente Ferrero, ma una cosa porta ancora dentro dell’avventura targata Inter: «I tifosi. Straordinari. In sessantamila a vedere la Spal a mezzogiorno e mezzo. E il prossimo anno saranno ancora di più».

Ha parlato anche di Spalletti e Nainggolan

Sabatini ha parlato, ovviamente, anche dei due ex giallorossi oggi all’Inter: mister Luciano Spalletti e il neo acquisto Radja Nainggolan. Per il mister ha avuto parole al miele. Eccole, tratte dal Corriere dello Sport: «Uomo generoso come pochi. Impossibile pagare un conto con lui, cosa rarissima in un allenatore. I suoi comportamenti sono spesso deviati da paure preventive e complessi che lo fanno vivere male. Ma è un ottimo allenatore e una bravissima persona».

Sul centrocampista belga si è espresso così: «Il meglio di sé come giocatore l’ha dato alla Roma. Ma all’Inter farà cose che neanche si aspettano. Perché lui attinge le sue energie dai nervi, non dai muscoli. Giocatore unico, irripetibile». E poi ancora, sui motivi che hanno spinto la Roma a cederlo: «Due motivi spiegano questa cessione. I 38 milioni in cassa prima del 30 giugno, di cui 14 restituiti per Santon e Zaniolo. E poi alla Roma erano spaventati. Non ce la facevano più a sopportare i suoi eccessi. Spalletti lo controlla abbastanza bene. Lo faceva dormire con sè a Trigoria. “Radja, stanotte ci fermiamo qua io e te”. Ognuno nella sua stanza con la porta aperta. Spalletti in queste cose è un genio. Un figo della Madonna. A uno come Radja poi gli vuoi bene, ti affascina come ragazzo». Infine, un pensiero sul capitano nerazzurro Mauro Icardi: «Quasi impossibile trovare uno del suo valore con i soldi della clausola. E poi è un ragazzo eccezionale, con un’etica sbalorditiva, come padre, marito e calciatore. Incredibile che uno così, con tutto quello che gli gira intorno, non sia uno squilibrato».

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