Home » Inzaghi-Lukaku, un rapporto che sa di Scarpa d’oro. Sulle orme di Ciro

Inzaghi-Lukaku, un rapporto che sa di Scarpa d’oro. Sulle orme di Ciro

Inzaghi ha già  chiaramente in testa di ripartire dall’ex Everton e Manchester United come punta di diamante della sua formazione, e il rapporto tra i due è già  – a quanto pare – buono e soprattutto costante.

“Ti farò vincere la Scarpa d’oro”. Frase profetica quella di Simone Inzaghi a Romelu Lukaku durante la loro prima telefonata. Il belga sarà ancora, allo stesso tempo, regista, attaccante, bomber, primo difensore, incursore e fantasista, della sua Inter. Tuttavia quella Scarpa d’oro che luccica da un anno a questa parte sopra la mensola di casa Immobile, ancora non riempe quella di casa Lukaku. La voglia di andare ad azzannare quel trofeo, come si è mangiato lo scudetto quest’anno, è presente e persistente nei suo occhi. I gol stanno diventando pane per i suoi denti, le giocate sono migliorate notevolmente rispetto agli anni di Manchester e di Liverpool, la fame è aumentata a dismisura. E si è visto anche agli Europei.

“Ho sentito Romelu, diverse volte, ora era deluso per l'eliminazione del suo Belgio, lui è un giocatore importantissimo, una garanzia dimostrata sul campo. Un giocatore fortissimo che fa reparto e in questi anni è stato ben assecondato“: Inzaghi ha già chiaramente in testa di ripartire dall'ex Everton e Manchester United come punta di diamante della sua formazione, e il rapporto tra i due è già – a quanto pare – buono e soprattutto costante.

Dal canto suo, in cinque anni, Simone Inzaghi ha portato la sua ex Lazio ad un livello altissimo. Dal 4-3-3 con Felipe Anderson e Keita sugli esterni, al 3-5-2 con la verticalità di Luis Alberto e Immobile. Tante cose ha cambiato in questi anni: da Radu terzino a braccetto di una terzetto di difesa, da Lulić interno di centrocampo a quinto di sinistra. Tutti cambiamenti fondamentali per arrivare a giocarsi qualcosa di importante con l’élite del nostro calcio e non solo. Una cosa non ha mai cambiato: da bomber quale Simone è stato, i suoi attaccanti devono fare gol. E tanti anche. O giocando con gli esterni come il primo anno o andando a cercare sempre quello spazio dietro i difensori. Quello spazio che è la seconda casa e un porto sicuro del suo bomber di fiducia: Ciro Immobile. Un attaccante arrivato nella capitale in punta di piedi. Ma che, poi, con quei piedi ha fatto sognare e cantare tutto il popolo biancoceleste, grazie ai suoi 150 gol complessivi fra tutte le competizioni.

Giugno 2021. Dopo cinque anni Simone Inzaghi cambia città, cambia abitudini, cambia squadra. É giunto il momento di lasciare la sua moglie biancoceleste, e sposare la beneamata. A trovarlo, però, non ci sarà il Grande Ciro, ma Big Rom. Il Gigante Lukaku. Due giocatori diversi. Uno amante della libertà, l’altro partner del contatto, della pressione, di quel calcio che non c’è più. Uno intelligente ad attaccare, l’altro intelligente a ricevere. Tutti e due, però, con tantissimi gol nel sangue.

Sangue che, ormai, è sgorgato da Immobile e si intravede in Lukaku. Simone Inzaghi gli ha promesso la gloria, seduto sotto alla mensola con il trofeo individuale più ambito per un bomber: la Scarpa d’oro.