Theo, che combini? Gli esterni migliori del campionato vestono nerazzurro
L’errore macroscopico commesso ieri in Milan-Sampdoria è solo la punta di un iceberg che era pronto a sciogliersi da un momento all’altro
Dopo il boom di Theo Hernandez durante la scorsa stagione, per quest’anno c’era molta attesa nel vederlo a confronto con l’altro “Bimbo Sperduto” di casa Real: l’acquisto di Hakimi da parte dell’Inter, via Dortmund, aveva scatenato già in Agosto la diatriba su chi fosse il miglior esterno della Serie A, e su come si sarebbero affrontati nei derby, giocando faccia a faccia nella stessa zona di campo (a destra Achraf, a sinistra Hernandez).
La realtà è che Theo Hernandez non ha rispettato le attese, quest’anno. L’errore macroscopico commesso ieri in Milan-Sampdoria è solo la punta di un iceberg che era pronto a sciogliersi da un momento all’altro: il pallone in orizzontale consegnato a Quagliarella -uno che non si fa certo pregare in due lingue diverse- è davvero da matita blu, e non è il primo caos difensivo che lo vede protagonista.
Probabilmente troppo insicuro in fase difensiva, Theo in questo momento è inferiore a due colleghi di reparto che, però, vestono nerazzurro. Se dovessimo fare una classifica, infatti, Hakimi e Gosens sembrano decisamente più completi e costanti del francese, più a proprio agio nel ruolo. Se l’atalantino è ormai una certezza da anni e ha il senso del gol di un attaccante, Hakimi ha dimostrato di essersi adattato velocemente al nostro calcio anche in fase difensiva, dopo un inizio anche per lui piuttosto in affanno (la topica con il Real Madrid sembrava un disegno delle stelle). I numeri al momento dicono 9 gol e 5 assist per Gosens, 4 gol e 4 assist per Theo, 6 gol e 4 assist per il marocchino.
“Per me il migliore è Hakimi, giovane e fortissimo. Ma anche gli altri due sono top. Theo Hernandez ha avuto una leggera flessione però aveva iniziato alla grande ed è uno che fa la differenza”. Anche un illustre predecessore del francese, Gianluca Zambrotta, si era sbilanciato non più di venti giorni fa sulla questione esterni in Serie A: dopo l’errore di ieri, la convinzione è che non si sia davvero rimangiato la parola.
