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Lukaku, il gigante che fa volare l’Inter. Tutto il resto è noia

Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli – Non sapremo mai se anche Antonio Conte – così come capitato a Vittorio Alfieri – si sia fatto legare ad una sedia dal proprio domestico. Non certo per assurgersi ad autore tragico, ma per spingere la società ad acquistare Romelu Lukaku. L’allenatore ha sempre e solo voluto il gigante belga, considerato fin dai tempi in cui allenava il Chelsea, prototipo ideale di centravanti. Lo ha preteso, e i risultati gli stanno dando ragione. In Italia sono evidenti mentre in Europa, così come tutta la squadra, dovrà migliorare. Ma le potenzialità sono straordinarie.

Lukaku born to be nerazzurro – Se è vero che Conte è finito giustamente al centro delle critiche per la pochissima considerazione di un talento come Christian Eriksenacclamato a gran voce dal popolo nerazzurro che lo considera incedibile – e per la prematura eliminazione in Champions League, è altrettanto vero che alcuni meriti gli vanno riconosciuti. Come l'aver caldeggiato l'acquisto di Lukaku, o l'essersi affidato all'imberbe Bastoni preferendolo al pluridecorato GodinLukaku non ha mai desiderato altro che il nerazzurro, contrariamente a quanto possa aver pensato qualche buontempone dalle parti di Torino. All'ombra della Mole pregustavano il suo arrivo in bianconero, ma hanno dovuto ingoiare un boccone tanto amaro quanto un Bicerìn mal riuscito. Lukaku non solo è potente, veloce e forte fisicamente, ma è tatticamente intelligente. Basta ascoltarlo in campo quando suggerisce ai compagni cosa fare e, soprattutto, quando agire. 

Carpe diem! – Lukaku ha saputo cogliere l’attimo per diventare parte della storia nerazzurra. Durante la scorsa stagione ha superato Ronaldo per numero di reti realizzate – ben tredici – nelle prime dieci partite. Nella finale di Europa League contro il Siviglia ha addirittura eguagliato l’unico calciatore degno di essere appellato come Fenomeno. Le 34 reti complessive della passata stagione, sommate alle 13 della attuale, ne confermano lo straordinario fiuto per il gol. Al suo cospetto i difensori somigliano a Lillipuziani smarriti. Così come il Dottor Gulliver anche Lukaku riesce spesso a divincolarsi da marcature strette come funi. Continuando così raggiungerà certamente il Parnaso degli attaccanti più forti del Mondo. Il bello, naturalmente, deve ancora venire. Tutto il resto – dai merluzzi agli sfottò battenti bandiera ucraina – è noia. Parole e musica del Califfo, uno che non parlava mai a vanvera.