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Mercato Inter: Esterno obiettivo secondario? Si ma a una condizione

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Mercato Inter: frenate nel mercato? Tutto normale sembrerebbe, ma un esterno dovrà arrivare

Mercato Inter: dopo il clamore dei primi giorni di Giugno creato attorno a Malcom, oggi sembrerebbe in stallo la trattativa per il giovane brasiliano. SI tratta di uno dei più importanti prospetti under 21 in Europa e pare che si tratti di una esplicita richiesta tecnica del mister. Oggi però, la necessità di un esterno sembrerebbe esser diventata meno importante rispetto a come l’eco iniziale avesse fatto pensare.

Il 4-2-3-1 di Spalletti

Gli esterni di Spalletti devono essere dei veri e propri registi offensivi capaci di rientrare in mezzo al campo per creare gioco. L’imprevedibilità, come ampiamente trattato e letto ovunque, è stato il tassello mancante della scorsa stagione. L’ala del Bordeaux quindi, sarebbe un notevole upgrade in rosa viste le caratteristiche possedute. Non si tratterebbe di un velocista alla Salah o alla Douglas Costa, ma di una sorta di cervello pensante defilato con spiccate capacità alla conclusione e ai cosiddetti “KEY PASSES”. Si tratta infatti di un vero e proprio assist man imprevedibile, sgusciante e tecnico.

Il gioco di squadra

Per quanto un giocatore lo si possa considerare un elemento imprescindibile è necessario comunque creare continuità di un sistema. Solo così si può fare fronte a eventuali cali individuali il cui contributo infatti deve essere lineare. Per farla breve, l’arrivo di Malcom lo si può si considerare secondario solo in relazione al fatto che debba arrivare una figura fondamentale per il suo rendimento: un terzino di spinta. Il giovane attaccante infatti ha la naturale propensione a creare gioco e a essere presente come palleggiatore. Il tutto in una serie A molto chiusa in cui almeno quindici squadre su 20 preferirebbero attendere piuttosto che scoprirsi. Se dovesse venire meno la presenza di un terzino destro di spinta (un erede di Cancelo) il rendimento del talentino verrebbe sicuramente limitato. Spesso verrebbe raddoppiato e senza il tempismo della sovrapposizione del compagno, la manovra tornerebbe a essere nuovamente prevedibile. Il campionato italiano infatti è conosciuto per il suo tatticismo e inserire un nuovo innesto in un contesto diverso e senza protezione, potrebbe risultare fatale.

Subito a Milano. Perché questa fretta?

Il fatto di dover cercare di stare vicino al ragazzo se dovesse approdare realmente a Milano, non ha a che vedere con il lato umano. Quanto meno non nella maniera principale. Un investimento di quaranta milioni infatti testimonierebbe la volontà di credere in un prospetto del genere, sapendo di poter contare su una sua crescita e adattamento al al progetto. Prima arriverà a Milano e prima la società si sentirà sicura di indirizzarlo per farlo rendere. I rischi? i soliti noti. Un giovanissimo e promettente costretto in breve tempo a prendersi responsabilità che non gli competono con la possibilità di essere bollato con il marchio di sopravvalutato. Una storia che quindi non sarebbe nuova visti i giocatori talentuosi ad aver indossato la casacca nerazzurra e poi sbocciati altrove.

A chi rinunciare in caso?

Se tutto non si potrà fare, allora si potrebbe pensare di un cambio di strategia della società. Dembélé pare che sia il centrocampista richiesto da Spalletti da affiancare a Brozovic sulla mediana. Ma prendere lui e rinunciare eventualmente a un terzino o un esterno, potrebbe rivelarsi controproducente sia per il rendimento di uno dei due del binario destro e sia per il fatto che la rosa risulterebbe per l’ennesima volta incompleta per ruolo e per caratteristiche necessarie. Non è chiaro a livello economico finanziario a quanto si potrà ancora attingere come risorse per far quadrare i conti, ma il tutto non potrà comunque essere completamente indipendente dalla considerazione tecnica.