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(GdS) Suning, ecco perché non spende e non spenderà. I dettagli

Suning, ecco perché non spende

Suning sta deludendo i tifosi interisti, specie quelli più “passionali”, più sanguigni. Quelli che ragionano di pancia, che non badano ai bilanci ma ai calciatori che vanno in campo. La Gazzetta dello Sport in edicola oggi prova a capire il perché la famiglia Zhang vuole investire col contagocce nell’Inter. Ecco i dettagli: “I soldi non sono un problema per la famiglia Zhang che tuttavia ha la necessità di salvare le apparenze in patria, da quando il governo di Xi Jinping ha imposto una stretta a gli investimenti «irrazionali» all’estero, tra cui quelli nello sport, per frenare la fuga di capitali e ridimensionare la bolla del debito interno”. Se a questo aggiungiamo i paletti sempre più stringenti del ffp il motivo dei mancati investimenti in estate e a gennaio è presto detto.

Ecco perché probabilmente non spenderà

Suning difficilmente in futuro darà vita a “spese pazze” come quelle dell’estate 2016. Il perché lo spiega la Gazzetta dello Sport: “L’Inter ha l’obbligo del pareggio di bilancio anche in questa stagione: l’anno scorso le sponsorizzazioni col la holding della famiglia Zhang sono servite anche a centrare il break-even ma i bonus d’ingresso (25 milioni più altri 10 garantiti da un’azienda cinese fuori dal perimetro di Zhang) non ci sono più. Al momento si è in deficit di alcune decine di milioni ed entro il 30 giugno non v’è altra strada che realizzare plusvalenze. Dal primo luglio l’Inter sarà fuori dal settlement agreement ma dovrà sottostare come tutti i club alle norme generali Uefa: massimo 30 milioni di perdite nell’arco di un triennio. Insomma, i nerazzurri dovranno comunque tendere verso l’autosufficienza”. Ecco perché a giugno probabilmente un big sarà ceduto. A meno che Sabatini e Ausilio non compiranno un altro “miracolo”, come quello della scorsa estate.