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Lazio, si urla al complotto: un po’ tardi, noi interisti abbiamo già dato …

Lazio infuriata

Che tenerezza fanno oggi i dirigenti della Lazio. Urlano, protestano, inveiscono contro il mondo intero ed il fato cinico e baro e tutto per cosa? Per un rigore non dato. Ci poteva stare, Var o non Var, ma non è stato dato. E tant’è
Di ”malafede dopo tanti episodi contro, che fanno una prova”, parla il portavoce della società azzurra. Per poi passare a riferimenti alla politica sportiva con particolare riferimento vicenda della Lega. Come non essere solidali con i poveri dirigenti biancazzurri? Se c’è una cosa che noi interisti sappiamo fare meglio di chiunque altro è offrire solidarietà contro le presunte angherie del sistema. E non per una dote naturale o per una particolare predisposizione alla lamentela, ma perché noi abbiamo titolo più di chiunque altro.

Non parlatene a noi interisti

Il perché è facilmente intuibile. Le vicende del 2006 bruciano ancora, ma anche quelle del 1961 come ricorderanno i tifosi “diversamente giovani”. E chi non sa cosa successe quasi 60 anni fa vada a leggersi le cronache dell’ Juventus Inter di allora e di tutto ciò che ne conseguì. L’Inter pagò quegli episodi a prezzi ben più cari dei tre punti persi ieri sera dalla Lazio. Campionati, amici laziali, a noi son costati campionati, altro che tre punti.
Sui media si legge che addirittura a Roma si pensa al ritiro dalla serie A. Fa bene la dirigenza laziale a buttarla in caciara così. Più fumo si alza più si mette il sistema calcio in condizione di non calcare la mano nelle prossime domeniche, anzi. Partendo magari dall’ entità della squalifica di Immobile.

Gli anni scorsi il trend era diverso

Quando però nello scorso campionato i biancazzurri hanno tirato 14 volte dal dischetto record della serie A ovviamente), nessun ululato è arrivato alla luna. E quando nel campionato precedente ne battè altri 11 (altro record della serie A) tutto era normale in tribuna Montemario. Siamo certi che la Lazio proseguirà il suo cammino nel massimo campionato e anche alla grande come ha fatto finora. Se invece davvero volessero arrivare alle estreme conseguenze, ci facciano sapere per tempo perché per il prossimo 30 dicembre ci organizziamo con le famiglie in funzione dell’ultimo dell’anno invece che dello scontro a San Siro. E se a quel punto Milinkovic Savic gradisse continuare a giocarsi la serie A magari in ottica Champions un posticino a Milano siamo certi che riuscirebbe a trovarlo.