Sconcerti parla della disfatta azzurra e attacca duramente Eder
Sconcerti parla della disfatta di ieri sera dell’Italia contro la Svezia
Mario Sconcerti, noto opinionista calcistico ma non solo, ha parlato, sulle pagine del Corriere della Sera della gara di ieri.
Il giornalista ha usato espressioni molto dure per commentare la gara vista ieri sera, dove gli azzurri non hanno dato prova di essere all’altezza di andare al mondiale del 2018.
Indirette sono le accuse a Ventura sul fatto di non aver dato le giuste motivazioni ai suoi giocatori, e di non aver saputo creare il giusto ambiente.
Meno indirette invece le critiche su alcune scelte fatte dal CT.
Tra queste alcune riguardano anche Eder, che a detta di Sconcerti “non c’entra nulla con una partita così, in quanto è un bravo ragazzo di passaggio”.
Il significato di questa definizione non è di immediata comprensione, per non dire che non si ha la minima di idea di cosa possa significare.
Comunque leggiamo le parole di Sconcerti
“È stata una partita pessima perché minima, portata avanti come un’icona personale da ciascun giocatore, nessuna idea in comune.
Forse eravamo troppo carichi, forse eravamo soli.
Forse nessuno ha saputo creare un ambiente, un’atmosfera, un sentimento comune.
È impossibile che giocatori così esperti rendano così poco nella partita più importante. La Svezia l’ha buttata almeno sulla rissa, correva da ogni parte, alla fine cadevano come foglie d’autunno in preda ai crampi.
Almeno avevano giocato.
Noi abbiamo continuato a fare finta.
Non entro nel merito delle scelte di Ventura.
Non ne ha molte.
Ma tenere fuori Insigne è coraggioso fino allo sfregio.
Verratti è una bella mezzala di trent’anni fa, tocca cinque volte il pallone prima di fare un passaggio.
A quel punto qualunque centrocampo è schierato.
Eder è un bravo ragazzo di passaggio, che c’entra in una partita così?
La diversità di Immobile non è fare il centravanti boa, ma cercare l’area col pallone al piede, è uno che sa pensare calcio, non è Boninsegna.
Ma onestamente è tutta la squadra fuori asse, come deconcentrata, non capita, non spinta.
Questa è la vera sconfitta di Ventura, la sua «serenità», la sua inadeguatezza ai drammi popolari del calcio.
Ha portato alla fine una non squadra.
Non ne aveva molte di migliori, ma non c’è stata la sua mano a correggerla via via, a fare almeno una classe indisciplinata e cattiva.
Io credo che vinceremo a Milano e andremo alla fine a questi Mondiali che sembrano ormai un’enciclopedia per incolti, ma l’errore resta, queste partite restano, l’inesistente grammatura della stoffa. Forza Italia è sempre l’urlo di tutti, ma qualcuno un’Italia deve almeno farla”.
