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Inter Spal : l’ultima 50 anni fa, era un’Inter in crisi, come l’Italia

Indice dei contenuti

1 Inter Spal: un due a zero di cinque decenni fa2 La grande Inter a fine ciclo3 Anche l’Italia soffriva4 Era una calcio diverso, forse miglioreInter Spal: un due a zero di cinque decenni fa

L’ultima Inter Spal prima di quella di domani risale al torneo 1967-68.
Cinquant’anni fa; molti di coloro che domani saranno al Meazza non erano neanche nati.
Il bentornati tra i grandi alla squadra ferrarese è d’obbligo, dopo tanto tempo.
Ma le gentilezze finiscono qui.
Grande rispetto, grande fair play, ma i tre punti sono d’obbligo.
5 decenni sono un periodo lunghissimo per una persona.
Figuriamoci per il calcio, per la società intera.
Quando il 26 novembre 1967 l’Inter regolò la Spal a San Siro per due a zero con l’autogol di Massei e la rete di Bonfanti il mondo era altro rispetto ad oggi.

La grande Inter a fine ciclo

I nerazzurri avevano chiuso da pochi mesi il ciclo della grande Inter di Herrera.
Il Mago era ancora in panca, ma la sconfitta nella finale di Coppa Campioni di Lisbona col Celtic e la frana sul traguardo dello scudetto la settimana successiva nella “fatal Mantova”, avevano lasciato il segno.
C’erano ancora i grandi protagonisti, Corso, Mazzola, Facchetti, Burgnich, Suarez, Domenghini.
Altri avevano lasciato Milano: Jair, Picchi e Guarnieri su tutti.
I nuovi arrivi erano buoni giocatori, niente di più, Santarini, Dotti, Nielsen non hanno lasciato traccia nella storia dell’Inter.
Angelo Moratti aveva già iniziato a pensare di lasciare la società, al termine di un periodo stellare; da lì a poco venderà a Ivanhoe Fraizzoli.
Quell’Inter arrivò quinta; il titolo andò al Milan allenao da Nereo Rocco con Pierino Prati capocannoniere con 15 gol.
Secondo fu il Napoli di Zoff, Altafini, Juliano e Sivori.

Anche l’Italia soffriva

Nell’autunno nebbioso del ‘ 67 moriva Gigi Meroni, l’alter ego italiano di George Best.
1968: l’anno delle contestazioni studentesche in tutta Europa.
In Italia i governi sono retti da tali Rumor e Colombo; le Fiat 500 e 600 erano ancora le auto più vendute in Italia.
Nel maggio 68 Lorenzo Bandini muore nel GP di Montecarlo.
Il boom italiano degli anni ’60 si stava esaurendo, nascevano le prime tensioni sociali che anni più tardi sfoceranno nel terrorismo.
Internet e cellulari, selfie e facebook erano parole sconosciute.
I telefoni nelle case erano neri, enormi e pesanti; la sola cornetta oggi sarebbe classificabile come arma impropria.

Era una calcio diverso, forse migliore

L’unico modo per seguire il calcio era Tutto il calcio minuto per minuto di Roberto Bortoluzzi.
La domenica sera prima di cena tutti su Rai 1 per un tempo della partita più importante, che veniva trasmesso in registrata.
La Domenica Sportiva era l’unico programma per vedere i gol di tutta la domenica; novantesimo minuto di Paolo Valenti arriverà solo nel 1970.
La società forse era migliore di quella di oggi, o forse no, non spetta a noi dirlo.
Di sicuro il calcio era un’altra cosa, più romantico, meno invasivo, meno ricco, di certo più sincero di quello di oggi.