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Un anno fa l’esonero di Mancini: cos’é cambiato con Spalletti

Solo un lontano ricordo il precampionato disastroso

Esattamente un anno fa Roberto Mancini, dopo un precampionato caratterizzato da clamorose sconfitte, rescindeva consensualmente il suo contratto con l’Inter. Dopo l’umiliazione subita dal Tottenham che inflisse ai nerazzurri un tennistico 6-1 la posizione del tecnico di Jesi giá traballante fu definitivamente compromessa. Determinante anche il rifiuto della dirigenza di acquistare il pallino del Mancio Yaya Touré ed altri giocatori, togliendogli quel potere decisionale sul mercato che aveva avuto fino a quel momento. A questo aggiungiamo una preparazione non brillante e un rapporto ormai logoro con alcuni giocatori. Limiti caratteriali che hanno sempre influenzato la sua carriera, da quando era giocatore. Ricordiamo ad esempio i “casi” Vidic, Shaqiri, Osvaldo e anche Icardi, criticato forse in maniera inopportuna col famoso “quel gol lo segnavo anche io”. Per finire con un modulo forse non adatto alle caratteristiche dei giocatori, che risultava in una manovra lenta e prevedibile.

Ma quest’anno la musica sembra essere cambiata. Spalletti  é un vero sergente di ferro, lavora duro e sembra tenere in pugno i giocatori. Questo suo modo di lavorare ha riportato serenitá ed entusiasmo in un ambiente che ha finito il campionato quasi allo sbando. A questo aggiungiamo una campagna acquisti finalmente oculata con acquisti funzionali al credo tattico dell’allenatore. In campo i frutti del lavoro del tecnico si sono visti: soliditá difensiva con uno Skriniar che gioca come un veterano, idee a centrocampo, velocitá e finalizzazione in attacco giocando senza un vero centravanti, con un Eder rigenerato diventato goleador.

I presupposti ci sono tutti: ora si attende la prova del fuoco in campionato.