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Giuliano Sarti: è morto il portiere della Grande Inter

Addio al grande Sarti

E’ morto Giuliano Sarti. Aveva 84 anni. Non è morto un semplice portiere. E’ morto il portiere della Grande Inter. La filastrocca con cui i nostri nonni ci hanno fatto diventare interisti, oggi, è un po’ meno allegra. Il Giuliano raggiunge così l’Armando (Picchi), il Carlo (Tagnin), il Giacinto (Facchetti), l’Aurelio (Milani) oltre l’azzurro del cielo. Oltre che l’Helenio: il tecnico che mise insieme una delle più grandi squadre italiane di tutti i tempi.
Bolognese di origini, Giuliano Sarti sboccia nella Fiorentina. Il suo esordio in serie A, il 24 aprile 1955, avviene contro il Napoli. Sarti ha le stigmate del predestinato. Nel campionato successivo è infatti titolare.

Quell’anno la Fiorentina vince il suo primo scudetto. Sarti è protagonista anche della seguente Coppa dei Campioni. Il sogno europeo viene distrutto solo in finale dal grande Real Madrid: quello di ‘Sua Maestà’ Di Stefano e Francisco Gento. Ma Giuliano Sarti e la Coppa Camponi sono destinati a un futuro comune. E’ solo questione di tempo.

“Sarti Burgnich Facchetti…” la filastrocca che ha fatto la storia

Nell’estate del 1963 viene acquistato dall’Inter di Helenio Herrera. E’ l’inizio della leggenda. Sarti non vince lo Scudetto del 1962-1963, è vero. Ma il Giuliano va a comporre la filastrocca “Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suárez, Corso” che si porta a casa gli Scudetti del 1964-1965 e 1965-1966. E soprattutto le Coppe dei Campioni.

La prima, perché la vita è un grande cerchio che si chiude sempre, proprio contro il Real Madrid. E’ la notte del Prater. Quella in cui Ferenc Puskás incorona Sandrino Mazzola. E’ la notte in cui le parate del Giuliano – come lo chiama il protagonista di “Ora sei una stella” di Luigi Garlando – ferma il grande Di Stefano.

Poi la filastrocca “Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suárez, Corso” vincerà anche la Coppa dei Campioni dell’anno successivo contro il Benfica. La stessa filastrocca che vince due Coppe Intercontinentali.

E quella del 1965 contro l’Independiente, la notte delle arpie dell’Havellaneda, vede il Giuliano assoluto protagonista. Dopo il 3 a 0 dell’andata, i giocatori interisti, prima del fischio d’inizio, subiscono una sassaiola da parte degli argentini. Il clima è rovente. Ma il Giuliano e tutta la Grande Inter resistono. E si portano a casa la seconda coppa consecutiva.
Come tutte le belle storie, però, anche quella della Grande Inter finisce.

Nel campionato 1966-1967, dopo un’annata condotta sempre in testa, l’armata nerazzurra perde sia la finale di Coppa dei Campioni con il Celtic – nonostante un’eccellente prestazione proprio del Giuliano –, sia l’ultima partita della stagione, in trasferta, contro il Mantova.
Ecco. Ora qualche interista si divide. Perché Sarti chiude la sua carriera nella Juventus. Ma lo fa ormai ‘vecchio’ e già vincente. Va alla Juve, è vero, ma per fare il secondo. di Roberto Anzolin.
Non ci interessa. Non ci interessa perché il Giuliano è stato il primo portiere italiano – e finora l’unico – a disputare quattro finali di Coppa dei Campioni.

E’ stato un grande portiere. E’ stato l’inizio della filastrocca “Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suárez, Corso”.
Ciao Giuliano, salutaci anche il Peppino