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Ausilio:”Domani gioca Icardi! Sul mercato, Mancini e arbitri…”

In vista della gara di campionato di domani contro il Chievo, Piero Ausilio ha parlato in conferenza stampa.

Vista la squalifica di Roberto Mancini, il direttore sportivo si è presentato davanti ai giornalisti al suo posto. Ecco le sue dichiarazioni, riportate da FcInternews:

Vi sentite penalizzati dagli arbitri?
“Non ci sentiamo delle vittime, abbiamo detto quello che c’era da dire. Alcune sensazioni c’erano e le abbiamo manifestato. Non pensiamo sia colpa degli arbitri, anche noi abbiamo delle responsabilità. Sarebbe riduttivo attaccarci ai direttori di gara, vogliamo ripartire già da domani”.

Mancini potrebbe andare via?
“Ci fa sorridere questa cosa, in Italia si parla tanto. Lui è contento con noi e noi siamo felici di lui, siamo tutti felici. C’è soddisfazione della squadra”.

Sono stati mancati degli obiettivi di mercato?
“Voglio essere sincero. Quello che abbiamo fatto è stato sempre concordato da tutti. Sia sportivamente parlando che a livello economico. Ci sono tanti giocatori di qualità che possono fare la differenza, ma non sempre sono raggiungibili. Abbiamo preso uomini bravi e che si potevano acquistare. Tante volte abbiamo dovuto precisare delle cose inerenti al Financial Fair Play, regole che dobbiamo assolutamente rispettare. Qualora queste venissero a mancare ci sarebbe da soffrire, ma sono convinto che la squadra costruita era e rimane ottima. I giocatori arrivati sono forti, arrivati da grandi squadre facendo un grande lavoro. Siamo tutti contenti, adesso è un momento un po’ così. Mancini è lo stesso allenatore che ha creato l’Inter vincente di qualche anno fa, serve a tempo anche a lui, ma i risultati arriveranno”.

Quanto è importante la gara di domani?
“Conta solo vincere, mi accontenterei di vincere anche per 1-0. Contano solamente i tre punti”.

Può darci qualche nome sulla formazione?
Dico solo Icardi”.

Cosa è successo nell’ultimo periodo?
“Non può esistere una squadra che può correre per tutta la stagione, e parlo anche dei gruppi migliori. Inter compresa, una squadra rinnovata con tanti uomini provenienti da altre società. Sapevamo che sarebbe arrivato un momento difficile, ma l’Inter ha sempre lottato nonostante la sfortuna. A volte ci sono periodi sfortunati più lunghi e gli episodi si racchiudono nello stesso momento. Siamo comunque vivi, non abbiamo ancora deciso il nostro destino, ci sono tante partite davanti e sappiamo come superare queste difficoltà. Siamo uniti e non ci interessa quanto arriva da fuori, dobbiamo essere più forti delle critiche”.

Come si spiega l’ambientamento difficile di Perisic e Kondogbia?
“Hanno fatto bene finora, ma possono fare meglio. Io non voglio dare peso al prezzo del cartellino, ed è giusto dare tempo a loro. Soprattutto a Kondogbia, ha bisogno di conoscere tutto: compagni, stampa, Paese e tutto il resto. A volte i media sono più attenti a lui rispetto ad altri, non bisogna sempre pensare al suo prezzo”.

Ha pesato il prezzo?
“Non saprei, è solamente un ragazzo. Deve ancora crescere e ha bisogno di essere seguito con tanti consigli. Lui è serio, un ottimo professionista e un grande talento. Le chiacchiere saranno presto dimenticate”.

FFP: l’Inter rispetterà i patti?
“In società ci sono persone che sono in contatto con la UEFA. So di aver rispettato tutto quanto era stato chiesto, quindi sono tranquillo. Abbiamo rispettato le regole costruendo un’ottima squadra”.

Caso Alvarez: quando arriverà la sentenza?
“Non conosco i tempi, conosco solo il contratto che è molto semplice. Non vedersi riconosciuti certi diritti mi porta a essere sorpreso. Prima o poi ci saranno riconosciuti i nostri diritti”.

Perché l’acquisto di Eder e non quello di un centrocampista centrale?
“Potevamo prendere solo un giocatore. All’inizio avremmo voluto prendere un centrocampista, ma non era quel profilo di qualità che in tanti hanno pensato. Nel calcio si può giocare in tanti modi, quindi abbiamo valutato tutto con il mister e abbiamo ritenuto opportuno prendere qualcosa per l’attacco. Eder è diverso dai giocatori che ci sono in rosa, il nostro reparto è tra i migliori e i nostri attaccanti sono tutti differenti per caratteristiche. L’ex Sampdoria ha competato il reparto, non potevamo fare un centrocampista, quindi abbiamo tolto dal mercato Gnoukouri. L’anno scorso ha fatto bene ed è una risorsa per noi, Mancini lo stima e pensiamo che insieme a lui la mediana sia completa”.

Quindi non c’era regista raggiungibile?
“Può essere. Per costi e qualità non abbiamo individuato alcun interprete che potesse fare al caso nostro”.

Gli svincolati possono essere una soluzione?
“No, la nostra rosa è a posto così”.

Perché Mancini è apparso nervoso?
“Bisogna fare delle distinzioni, poi dovrebbe rispondere il mister. Non lo trovo nervoso, ho pranzato più con lui che con la mia famiglia (ride, ndi). Lo trovo molto tranquillo, solo alcune cose lo fanno arrabbiare. L’espulsione contro il Milan non è comprensibile, è normale un po’ di arrabbiatura in questi casi. Ma non c’è alcun caso, bisogna analizzare solo del momento e dell’episodio. Le partite bisogna vederle bene, e dico che nel primo tempo abbiamo fatto più del Milan. Nel secondo tempo, invece, fino al rigore l’Inter c’era. Mancava un cartellino rosso, abbiamo sbagliato il rigore ed è normale che la gara sia cambiata. Sono convinto che, in superiorità numerica, la partita sarebbe stata differente”.

Qual è la situazione per Banega?
“Sappiamo che è in scadenza di contratto, lo stiamo seguendo ma ad oggi non c’è nulla di più”.

Lavezzi è un’opzione per l’anno prossimo?
“Quelli in scadenza sono occasioni vantaggiose, non mi risulta abbia preso ancora una decisione per l’anno prossimo. Non si può discutere un giocatore come lui, lo stiamo valutando”.

Qual è la verità circa la clausola di Banega?
“Non conosco questa clausola”.

Come valuta la gestione di certi calciatori che vengono impiegati dopo tanto tempo?
“Le scelte sono di Mancini, ma le considerazioni vanno fatte in modo completo: l’effetto sorpresa può avere degli effetti positivi, come Montoya a Udine. Lo stesso vale D’Ambrosio e Nagatomo nel match con la Roma. Tutti giocarono un’ottima gara, mentre Santon ha fatto tantissime partite. Non ha giocato per infortunio, solo per questo. Contro il Milan è stato riproposto, ma qualche errore è arrivato per stanchezza. Io la vedo così”.

Quanto è importante la qualificazione alla Champions League?
“Ci sono due scenari. Il lavoro viene impostato in un certo modo, a volte si può fare tutto, altre no. La Champions cambia il mercato, speriamo possa arrivare la qualificazione per operare di conseguenza”.

 Pirlo è mai stato vicino all’Inter?
“Non è mai stato vicino all’Inter”.

Soriano arriverà l’anno prossimo?
“Ci siamo orientati in questa direzione, poi quando abbiamo scelto Eder ci siamo lasciati rapporti con i blucerchiati. Abbiamo lavorato tanto per portarlo subito a Milano, quindi di sicuro qualcosa sarà rimasto di importante per la prossima stagione”.

Yaya Touré tornerà a essere un obiettivo?
“Ora non ho la forza di pensare a questo”.