Calciomercato Inter | Tanti nomi, ma quello giusto lo sa solo Dio

21.06.2017 00:00 di Giovanni Gallo   Vedi letture
Tanti nomi accostati in questi giorni all’Inter, ma la realtà è che la società sta lavorando a fari spenti, come se stesse tutelando qualcosa di grosso<p><strong>Calciomercato Inter. All’Inter è calma piatta. Almeno apparentemente</strong>. Complici, infatti, le imposizioni del fair play finanziario, i nerazzurri sono costretti ad operare a fari spenti. Ma appare chiaro che dopo <strong>il primo luglio l’Inter si scatenerà sul mercato</strong>. E lo farà con una strategia messa a punto nei minimi particolari negli ultimi due mesi.</p><p>Ciò che colpisce è la totale assenza di informazioni provenienti dalla società. <strong>Un’Inter ermetica che non dà nulla in pasto ai media.</strong> Abituati alla sovraesposizione morattiana, una simile situazione disorienta i player dell’informazione, che non sanno come comportarsi.</p><p>Ecco allora che, <strong>come cannibali</strong>, sono pronti a catapultarsi da avvoltoi su qualsiasi fuga di notizie; a interpretare un gesto, una parola, a costruire ipotesi – il più delle volte fantasiose – e a non avere controprove, perché dall’Inter non confermano e non smentiscono mai.</p>Calciomercato Inter, nuovi scenari, nuove prospettive<p>Calciomercato Inter. Come sarà la nuova Inter? Chi saranno i protagonisti della prossima stagione? La squadra nerazzurra reggerà il confronto con le altre? Sara, finalmente, l’anno della rinascita?</p><p>Difficile colmare con una campagna acquisti, seppure dispendiosa, il gap accumulato con <strong>Juve, Napoli, Roma</strong> nel corso degli anni. Difficile, ma non impossibile. Perché adesso in Corso Vittorio Emanuele avranno le mani libere.</p><p>La scelta di Sabatini, come coordinatore dal quale partono gli input, è un toccasana. L’esperto dirigente è uno che conosce il calcio come pochi. Una persona qualificatissima che sa intravedere prima degli altri le stimmate del campione in un ragazzo misconosciuto.</p><p>Molti hanno ricamato sulla rivalità con Ausilio, parlando di un depotenziamento delle sue funzioni. Invece per noi i due sono complementari. <strong>Strategico Sabatini, diplomatico Ausilio. Abile nella costruzione delle trattative il primo, implacabile nella finalizzazione il secondo</strong>.</p><p><strong>Suning non è venuto in Italia per fare passerella</strong>. Al gruppo interessa riportare l’Inter ai vertici del calcio mondiale, perché in questo modo guadagnano anche le sue aziende. Nessuno fa niente per niente. Ma mentre Thohir è venuto a Milano per risanare la società, Zhang è arrivato con l’obiettivo chiaro di farle <strong>spiccare il volo</strong>. Diversi i momenti e diversi i presupposti con i quali i due si sono presentati. E ovviamente, ciò che sta caro al tifoso, è che diversi siano anche i risultati. Ma sia chiaro: <strong>senza Thohir non ci sarebbe stato Suning</strong>.</p><p>L’avvento dei capitali cinesi non potrà che fare bene al campionato italiano, così come hanno fatto i capitali stranieri nel calcio inglese.</p><p><strong>L’Inter procede sottotraccia. Non scopre le carte.</strong> Ha imparato la lezione. Pare proprio che il modo di operare nerazzurro stia proteggendo qualcosa di grosso. Lo vuole Zhang, lo sperano i tifosi.</p><p>Se, come appare probabile, l’Inter incasserà anche una ottantina di milioni dalle cessioni, non potranno che arrivare nomi importanti. Perché a questi Suning è capace di aggiungere tranquillamente altri <strong>150 milioni</strong>.</p>I nomi sono tanti perché tutti sparano nel mucchio<p>Calciomercato Inter. E quindi quali sono questi nomi? Tantissimi quelli accostati all’Inter, ma la verità su chi veramente arriverà la sa solo Dio. Da <strong>Iniesta</strong>, al poco considerato – ingiustamente – <strong>Borja Valero</strong>, fino al guerriero <strong>Nainggolan</strong>; dai giovanissimi <strong>Driussi</strong> a <strong>Thiago Maia</strong>; dai marcantoni della difesa <strong>Rudiger</strong> e <strong>Manolas</strong>, più <strong>Skriniar</strong>, oltre a <strong>Dalbert</strong>; dalle suggestioni <strong>Lucas Moura</strong>, <strong>James Rodriguez</strong> e <strong>Di Maria</strong>; e l’elenco è ancora lungo. <strong>C’è da sognare a occhi aperti</strong>.</p><p>Viene da dire che, nella smodata fioritura delle candidature, qualche giornale ci azzeccherà. E l’Inter farà bella figura, perché non si sarà esposta, non avrà fatto proclami, non avrà dato vantaggi alla concorrenza.</p><p><strong>Un’Inter che ragiona e si muove così è un’inter inedita</strong>. Un’inter che gioca l’effetto sorpresa, lasciando che siano gli altri a fare nomi. Ai nerazzurri interessano i fatti. Perché fare <strong>“molto rumore per nulla”</strong> serve solo a invelenire il sangue dei tifosi. E visto che abbiamo citato il titolo di una celebre commedia di <strong>Shakespeare</strong> per dire cosa l’Inter non sta facendo, ricorriamo a un altro prestito, questa volta dall’altrettanto celebre film di René Clair, <strong>“Il silenzio è d’oro”</strong>. Soprattuto quando fa paura. Agli avversari.</p>