(ID), Burdisso, pt.3: "Noi argentini guidavamo. Ammirazione per Moratti"

Nicolas Burdisso si è raccontato, con tanti aneddoti sulla sua avventura all'Inter, all'interno del nostro podcast "I Gemelli and Saba"
29.04.2021 22:27 di Gianfranco Rotondo   Vedi letture

Nuovo grandissimo appuntamento con il podcast di Inter Dipendenza, “I Gemelli and Saba”, con i nostri giornalisti Raffaele Garinella, Mario Spolverini e Sabatino Durante. L’ospite di questa sera è stato un grande ex difensore nerazzurro, che ha vinto tanto con l’Inter, come Nicolas Burdisso.

Ecco le sue parole:

Su Mancini e Mourinho: “Le differenze tra il Mancio e Mou stanno in quello che chiedono in campo. Puntano entrambi sulla motivazione dei giocatori in campo. Sono allenatori concettuali, allenano i concetti e non per sistemi. A certi giocatori puoi dire di attaccare, non come. Quando arrivò Mou c’erano le fondamenta a livello umano per vincere la Champions, ma mancava qualcosa a livello di organico. Poi sono arrivati giocatori come Eto’o, Milito, Motta, Lucio”.

Sul gruppo dell’asado: “Più che comandare, guidavamo. Mica si comandano persone come Materazzi, Ibra o Vieira. Era un gruppo molto solido in cui c’erano grandissimi campioni e giocatori normali”.

Sullo stato del calcio argentino: “Sono cambiate le dinamiche del calcio mondiale. Oggi ci sono paesi che producono calciatori e prima no, oggi ci sono tanti americani o venezuelani. L’informazione è arrivata ovunque. In Argentina si è abbassato il livello perché vendi giocatori con soli due o tre campionati alle spalle e quindi poi fai giocare quello meno pronto che non sono preparati ad affrontare le migliori leghe europee. Lautaro è stato l’ultimo giocatore a passare da una squadra argentina ad una squadra top. Altri magari devono farsi prima le ossa”.

Su Moratti: “Il rapporto con Moratti è di grande stima e di grande ammirazione. L’ho detto una volta e lo dirò tutta la vita. Non ho dimenticato quello che ha fatto per mia figlia. Anche quando sono stato via dall’Inter, sono cose che vanno oltre il calcio. Non ci sono più presidenti come lui, con una gestione molto più vicina alle persone. Ho avuto di recente un intervista in cui ho parlato di lui”.

Sui talenti argentini: “De la Vega e Thiago Almada sono interessanti, ma il primo è più adatto al calcio italiano che si sta continuando a formare, con un po’ di discontinuità. Il secondo è un fantasista vecchio stampo”.

Sulla difesa nerazzurra: “La difesa dell’Inter si vede che è collaudata. Loro tre possono essere come Barzagli, Bonucci e Chiellini e vincere molto come loro. Oggi è cambiato il profilo del calciatore, prima un centrocampista doveva far tutto. Oggi un calciatore è preso per quello che sa fare. Quando c’ero io non mi sono sentito mai titolare perché c’erano Samuel, Cordoba, Materazzi, Chivu. Questi qui sono migliori della difesa dell’Inter di oggi perché vincerebbero ancora oggi”.

Su chi dovrebbe acquistare l’Inter tra De Paul e Milinkovic-Savic: “Faccio il furbo, dovrei vedere di cosa ha bisogno l’allenatore e quanto può spendere la società (ride, ndr)”.