Pregi e difetti di un fiore: Lavanda…

17.02.2019 14:45 di Luciano Oggiano   Vedi letture
<div id="videoincontent"></div><div id="toc_container" class="no_bullets"><p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><ul class="toc_list"><li><a href="#Lavanda_specie_vegetale_o_zanzara_molesta"><span class="toc_number toc_depth_1">1</span> Lavanda, specie vegetale o zanzara molesta?</a></li><li><a href="#8230a_Vienna_semaforo_rosso_No_verde"><span class="toc_number toc_depth_1">2</span> …a Vienna, semaforo rosso? No, verde</a></li><li><a href="#Spalletti_il_nostro_ex_capitano8230"><span class="toc_number toc_depth_1">3</span> Spalletti: il nostro ex capitano…</a></li><li><a href="#PS_Alla_Wanda_si_possono_tirare_le_orecchie_non_i_sassi"><span class="toc_number toc_depth_1">4</span> P.S. Alla Wanda si possono tirare le orecchie, non i sassi</a></li></ul></div><h2><span id="Lavanda_specie_vegetale_o_zanzara_molesta">Lavanda, specie vegetale o zanzara molesta?</span></h2><p>In chiave scientifico-sanitaria, la <em>Lavanda</em> è un fiore tra i cui pregi, uno produce azione sedativa sul sistema nervoso in caso di ansia, agitazione, nervosismo, mal di testa e stress. Se però si modifica leggermente il nome del fiore, cambia notevolmente il significato e i pregi diventano difetti. Ai piani alti di <em>Appiano Gentile</em>,<strong> LaWanda</strong> appare oggi, più che una specie vegetale, un insetto, una fastidiosa zanzara molesta. Le sue beccate hanno infiammato l’epidermide della dirigenza interista, e larga parte della tifoseria. A torto o a ragione, il risultato delle punture targate<strong> LaWanda</strong>, è stato devastante per lui, l’oggetto del contendere. E lui, <strong>Maurito</strong>, trovatosi senza scampo tra l’incudine e il martello, è finito defenestrato e avvilito in disparte proprio in uno dei momenti meno indicati per la stagione nerazzurra.</p><div style="margin:10px 0;text-align:center" id="div-gpt-ad-INTERDIP-Mob_ART-Corpo-300x250-BTF"></div><h2><span id="8230a_Vienna_semaforo_rosso_No_verde">…a Vienna, semaforo rosso? No, verde</span></h2><p>A <em>Vienna</em>, un semaforo rosso poteva ricordare che, senza il centravanti dei 29 gol passati, la strada è ancora in salita, e il futuro sempre nebuloso. Invece nessuno in campo si è sentito orfano, probabilmente solo un pò disorientato dal gran baccano a causa del non più capitano. Pur senza brillare, ma anche senza zavorre, si è acceso invece un semaforo verde per la squadra in <em>Europa</em>, a rendere superflui ulteriori tentennamenti sul futuro di <strong>Icardi</strong>, vittima. Di chi? Per la risposta basta e avanza un minimo di fantasia. Per esagerare con le metafore, viste le ingestioni di sostanze tossiche per la mente, al <strong>Maurito</strong> ormai degradato e incazzato, servirebbe una terapia d’urto. Una<strong> LaWanda</strong> (gastrica), che lo liberasse dalle tossine e tornasse a fargli vedere non più sorci verdi, ma biscioni nerazzurri. Al momento, più che una lavanda, pare invece sia arrivata una lavata di capo da un <strong>Marotta</strong> saltato in piedi sulla cattedra, bacchetta in mano e piglio severo.</p><div id='div-gpt-ad-INTERDIP-Mob_ART-Title-300x250_ATF' style='text-align:center;margin:10px 0'></div><h2><span id="Spalletti_il_nostro_ex_capitano8230">Spalletti: il nostro ex capitano…</span></h2><p>Come una ghigliottina, salvo grazia last minute, anche le parole di <strong>Spalletti</strong>: «<em>È stata una scelta difficile e dolorosissima – </em>ha aggiunto l’allenatore<em> – tutti conosciamo il valore del nostro</em> <strong><em>ex </em><em>capita</em><em>n</em>o</strong>…» Da tenere molto ben presente, quell’<strong>EX capitano, </strong>pronunciato più di una volta dall’allenatore. Dettaglio che lascia intendere risolutezza nel terminare un tiro alla fune che da mesi solleticava i media, ma logorava i contendenti. Sta ora ai “reduci” dare sul campo, già contro la <strong>Samp</strong>, una risposta che risulterà chiarificatrice su quanto accaduto tra <strong>Icardi-Wanda</strong>, e lo spogliatoio, il tecnico e la dirigenza. Ma il riflesso è già evidenziato dalle tifoserie, confermando che la bilancia pende più dalla parte della società che del detronizzato capitano. Il quale ha ormai di fronte un bivio cruciale: preparare i bagagli per l’esodo estivo senza rientro, o chinare il capo e tornare a suon di gol. La tifoseria condanna senza indugi quando si sgarra, ma altrettanto velocemente dimentica di fronte alla rete avversaria che si gonfia, ricordalo bene, <strong>Maurito</strong>.</p><div style="margin:10px 0;text-align:center" id="div-gpt-ad-INTERDIP-DSK-ART-Corpo-336x280-BTF-2"></div><div id='div-gpt-ad-INTERDIP-Mob_ART-Corpo-300x250-BTF-2' style='text-align:center;margin:10px 0'></div><h2><span id="PS_Alla_Wanda_si_possono_tirare_le_orecchie_non_i_sassi">P.S. Alla Wanda si possono tirare le orecchie, non i sassi</span></h2><p>Mentre finisco di scrivere, mi giunge una di quelle notiziole che nulla hanno da spartire col tifo sportivo. Dal cretino, o i cretini, che hanno preso a sassate l’auto di <strong>Wanda</strong> con i figli a bordo, ci dissociamo nel modo più assoluto, perchè essere tifosi insoddisfatti non autorizza ad aggredire una donna e dei bambini.</p><p>Alla <strong>Wanda</strong>, chi ne contesta l’atteggiamento tira virtualmente le orecchie, ma i sassi no. Quelli fanno parte del “bagaglio culturale” non di un tifoso, ma di una mente criminale.</p><div id="mup_infeed2"></div><p> </p>