Conte a metà: il tecnico non ha ancora dato il meglio di sé

26.06.2020 11:30 di Raffaele Garinella   Vedi letture

Chissà come Antonio Conte avrà trascorso il post partita di Inter-Sassuolo. Probabilmente ripensando alle situazioni di gioco che non hanno funzionato, magari ascoltando un celebre brano di Francesco Guccini. È difficile - volendo adoperare le parole del noto cantautore - parlare dei fantasmi di una mente e di certe crisi, segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Quei fantasmi che, puntualmente, si ripresentano facendo perdere punti per strada. Conte avrebbe - condizionale d’obbligo - dovuto rappresentare il netto distacco col passato. Se è vero che la squadra è rinnovata rispetto all’undici della scorsa stagione, è altrettanto vero che l’allenatore salentino è stato scelto per vincere. 

I numeri non mentono mai, e l’Inter si ritrova, di fatto, fuori dalla Champions League, estromessa dalla corsa scudetto - ad undici partite dal termine distanziata dalla Juventus da otto punti - eliminata dalla Coppa Italia, e con la sola Europa League. Un trofeo prestigioso, sia ben chiaro, che i nerazzurri dovranno assolutamente conquistare. L'augurio è che si possa parlare di una stagione non avara di soddisfazioni ed evitare paragoni con l'Inter di Luciano Spalletti.

Spalletti è il passato, un dolce passato che ha visto l’Inter tornare in Champions League al primo anno, e bissare la qualificazione al torneo europeo più prestigioso nel campionato successivo. Qualcuno - addetti ai lavori e non - chiedeva di più, e Spalletti è stato esonerato. Per quel qualcosa in più - leggasi trofei in bacheca - è stato scelto Conte. La speranza è che, al termine della stagione, la bacheca non continui ad essere solo ricca di polvere. Altrimenti i fantasmi della mente non smetteranno di ronzare.