Inter, la crisi nerazzurra continua e rischia di complicare i piani per il futuro.
La squadra di Simone Inzaghi è chiamata a riscattarsi il prima possibile, già con la Salernitana domani. Non solo la sterilità offensiva, c’è un altro reparto che è apparso in difficoltà e inceppato: il centrocampo. La mediana interista, infatti, sta vivendo una fase calante, è apparsa stanco e senza idee nelle ultime uscite e sta trovando difficoltà a costruire il gioco e fornire palle gol agli attaccanti. Nella prima parte di stagione il centrocampo era stato uno dei punti di forza della rosa e anche fondamentale in fase realizzativa con 13 gol e 9 gli assist messi insieme tra titolari e riserve, adesso qualcosa è cambiato.
In primis preoccupa il drastico calo di Nicolò Barella che sembra come aver finito la benzina. Un centrocampista diverso rispetto alla prima parte di stagione e le statistiche parlano chiaro. Pochi tocchi, meno contrasti vinti e corsa. Poi c’è Calhanoglu con la sua discontinuità. Il turco dopo aver vissuto un periodo magico negli ultimi mesi del 2021 è tornato l’oggetto misterioso di inizio stagione. Poca fantasia, impreciso nei cross e spesso deludente in fase di impostazione. Anche lo stesso Brozovic, finora impeccabile, è reduce da alcune partite in cui è stato praticamente placcato dagli avversari e sembra risentire del momento no della squadra.
Non solo i titolarissimi, anche le riserve non riescono più ad incidere. Arturo Vidal è finito al centro delle critiche a causa delle sue prestazioni e si è sfogato sui social contro i tifosi ( leggi qui per approfondire). Oltre al cileno gli altri due centrocampisti presenti in rosa, Roberto Gagliardini e Matias Vecino, non hanno saputo fornire le giuste garanzie ad Inzaghi quando sono stati chiamati in causa.