Derby a metà : un paradosso per la supersfida del Meazza

Il Derby è quella partita che i tifosi attendono più di ogni altra partita del calendario.

La rivalità riecheggia in tutto il suo splendore, l’orgoglio ed il senso di appartenenza si impossessano della vita quotidiana di ogni tifoso, facendo aumentare la pressione e allo stesso tempo diminuire la qualità del sonno. E tutti vorrebbero esserci!

Purtroppo anche quest’anno non sarà possibile assistere al famoso tutto esaurito.

Solo 37700 spettatori potranno prendere posto sugli spalti del Meazza ed incitare i giocatori impegnati sul nuovo manto erboso di San Siro, perché il governo ha stabilito che gli stadi potranno essere sfruttati solo dal 50% degli spettatori. Il tutto porterà ad un inevitabile calo dello spettacolo e non di meno ad un minore incasso per la società nerazzurra (che gioca in casa).

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport infatti, “all’andata, prima che deflagrasse Omicron, il Milan aveva fatto cassa sfruttando il 75%. L’Inter dovrà accontentarsi di un incasso dimezzato. Il dato non viene comunicato da tempo, ma si stimano 2,5-3 milioni dal botteghino. E il club non ha voluto lucrare alzando i prezzi. La filosofia anzi è stata quella di premiare i fan fidelizzati, quindi gli abbonati pre pandemia, gli Inter Club e i possessori della tessera del tifoso. Ai milanisti andranno 4.350 tagliandi di secondo anello blu. La metà degli 8.700 posti della Sud”. I biglietti ovviamente sono andati polverizzati in pochissimo tempo.

E non saranno gli unici introiti che l’Inter perderà a causa di questa norma, visto che tra pochi giorni a San Siro arriverà il Liverpool per gli ottavi di finale di Champions, ed è logico attendersi che si raddoppierà la cifra perduta.

Un paradosso che costerà caro alla società di Viale della Liberazione, visto anche che nel resto d’Europa le strade intraprese saranno differenti: in Francia e in Inghilterra non esiste nessuna limitazione; in Spagna, invece, il limite della capienza è imposto al 75%. In Italia, gli stadi torneranno al 100%, nella migliore delle ipotesi, a fine febbraio. Una grave perdita economica per la società e per tutti gli amanti del calcio italiano.