Ecco le dichiarazioni del Presidente Thohir al noto sito specializzato goal.com. Il n.1 dell’Inter ha spiegato come la mancata qualificazione alla Champions non sarebbe un problema economico, ma solo di immagine, dovendo l’Inter puntare sempre agli obiettivi più importanti rappresentando il decimo brand calcistico mondiale.

“L’Inter è tuttora il decimo brand più forte al mondo, e i nostri ricavi viaggiano allo stesso ritmo. I nostri ricavi in caso di mancata partecipazione alla Champions League resterebbero intorno ai 180/200 milioni di €, in caso di qualificazione alla Champions aumenterebbero di circa 20/30 milioni. In sostanza, no Champions League, no problem per l’Inter. E anche la mancata qualificazione in Europa League non rappresenterebbe un problema. Ovviamente, essendo noi uno dei dieci brand più importanti del calcio globale, con una tifoseria ben consolidata, dobbiamo pensare in grande. Finire noni o decimi non è da Inter, gli obiettivi devono essere Europa League o Champions League”.

SULLE REGOLE DEL FAR PLAY FINANZIARIO – “Stiamo seguendo le regole del Fair Play finanziario, vale a dire spendere in base a quanto ricaviamo. Non ci sono scorciatoie per costruire una squadra forte, è necessario avere un progetto a lungo termine. Quando ingaggiamo i giocatori, ci chiediamo innanzitutto se possono essere funzionali alle esigenze della squadra”.

L’IMPORTANZA DEL MARKETING – “Non diamo importanza solo all’aspetto sportivo, ma anche a quello manageriale. Abbiamo un grande allenatore come Mancini, perchè non dobbiamo avere anche un grande CEO? Deve esserci il giusto equilibrio tra aspetto sportivo e aspetto manageriale. Il Manchester United non fa la Champions League, ma questo per loro non è un problema. Finanziariamente sono messi bene ed è per questo che continuano a ingaggiare grandi giocatori. Essere in Champions League porterebbe nelle loro casse 50 milioni di € in più, non 500. I grandi club come il Barcellona, il Real Madrid, il Manchester United, vedono 50 milioni come il 10% del loro fatturato. D’altro canto, che succederebbe se club con quel tipo di immagine non partecipassero alla Champions League? Di sicuro i grandi campioni ci penserebbero un po’ di più prima di firmare”.

QUESTIONE STADIO – “San Siro è uno degli stadi migliori del mondo. Nei nostri studi sul nuovo impianto non lo abbiamo mai dimenticato. Ma esiste un’altra ottima area a Milano per lo stadio. Noi vogliamo lo stadio di proprietà ma al momento abbiamo accordi col Milan e con il comune e non possiamo stracciare contratti firmati. Dobbiamo e vogliamo coordinarci con il Milan per questa questione. Vogliono restare o andarsene da San Siro? E se vogliono andarsene, dove? Solo in questo modo possiamo preparare tutto nel migliore dei modi. Uno stadio di proprietà dà tantissimi vantaggi a partire dalla gestione diretta dei biglietti e degli sponsor. Possiamo costruire un bel museo, migliorare i posti a sedere, generare entrate con il branding. Al momento è ancora difficile”.

EUROPA LEAGUE – “Per diventare i migliori, dobbiamo sempre puntare al meglio. L’Europa League è sicuramente una competizione molto dura, e noi vogliamo fare quanta più strada possibile, a cominciare dai sedicesimi contro il Celtic, e magari riuscire ad arrivare fino in fondo. L’ingaggio di Roberto Mancini è parte della strategia, perchè è un allenatore di esperienza, lo stesso vale per i nuovi acquisti di queste settimane. Vogliamo sempre fare il meglio, non so dove riusciremo ad arrivare ma una cosa è certa, ci sentiamo in obbligo di cercare sempre il meglio”.

SHAQIRI – “Vogliamo fare arrivare i migliori giocatori all’Inter. Sapevamo di avere poche ali e abbiamo comprato Podolski, un campione del mondo con esperienza al Bayern Monaco e all’Arsenal. Allo stesso tempo vogliamo una squadra giovane, di media intorno ai 26 anni. E stiamo lavorando per questo. Ci servono grandi giovani come Kovacic, Icardi e adesso anche Shaqiri. Sono i giocatori del nostro futuro. L’Inter è un grande club come lo è il Liverpool quindi nessuna sorpresa che Shaqiri abbia scelto noi: grande storia, tre Champions League e mai retrocessi in Serie B”.

L’INTER DEL FUTURO – “Certo ora abbiamo Kovacic, Shaqiri e Icardi ma non solo: penso per esempio a Juan Jesus e Dodo. Eppoi la primavera con giocatori come Bonazzoli. La formula della mia Inter sarà lanciare giocatori delle giovanili, comprare le stelle del futuro e affiancare loro gente dalla sicura esperienza. Se arriveranno offerte per i nostri talenti le ascolteremo ma non siamo per niente obbligati ad accettarle. Sono importanti per il nostro presente e futuro. Kovacic e Shaqiri hanno contratti che scadono nel 2019. Ascolteremo, considereremo, decideremo”.

MERCATO FINITO? – “Abbiamo un po’ di tempo da qua al 2 febbraio, c’è ancora tempo e in ogni caso abbiamo già fatto un po’ di operazioni con buon anticipo. E’ diverso dallo scorso anno, quando prendemmo negli ultimi giorni Hernanes e D’Ambrosio. A ogni modo, da un lato ci sono le limitazioni del fair play finanziario, dall’altro le regole che dall’anno prossimo limiteranno a 25 il numero massimo di giocatori in rosa, e noi ora ne abbiamo 28. Dobbiamo farci trovare preparati. Ci guarderemo intorno per vedere se ci saranno altre opportunità, ma non voglio scendere nei dettagli; sarà anche una questione di opportunità e faremo di tutto per farci trovare pronti e magari trovare quei giocatori che possono completare la rosa”.

IL FUTURO DI MANCINI – “Lo abbiamo ingaggiato per tre anni e mezzo, e se lo vorrà prolungheremo. Non sono vere le voci su fantomatiche clausole. Vogliamo che la squadra abbia stabilità, perchè come dicevo prima costruire una squadra è un lavoro che richiede anni. Per questo abbiamo puntato su Mancini: condivide la nostra stessa visione, lo stesso desiderio di migliorare la squadra, anche se gli investimenti saranno per forza di cose legati al Fair Play Finanziario. Non farà il manager all’inglese, ogni trasferimento verrà concordato da lui con me e la dirigenza. Nè io nè Mancini prenderemo decisioni individualmente, ma lavoreremo insieme per decidere le mosse migliori per il bene dell’Inter”.

PANCHINA NON A RISCHIO – “Come dicevo prima, il suo contratto è di tre anni e mezzo. Si sa che a volte nel calcio può essere necessario un cambio, come ad esempio abbiamo dovuto fare con Mazzarri. Non avevo alcun problema con lui: ha lavorato duro e ha dato il massimo per la squadra, ma la situazione era stagnante e i tifosi avevano iniziato a mettergli addosso pressione. Così non andava più bene. Abbiamo ingaggiato Mancini perchè crediamo possa fare molto bene, come ha dimostrato in queste prime partite. E’ un profilo che conosce l’Inter e il calcio italiano, ma ha allenato anche all’estero e per questo ha una visione universale ed esperta. Ecco perchè lo abbiamo scelto”.