Mg Milano 12/05/2018 - campionato di calcio serie A / Inter-Sassuolo / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Andrea Ranocchia-Milan Skriniar

Spalletti lo incorona, uno dei leader dell’Inter è lui

Inter : Spalletti parla di Ranocchia

(Inter) Nel corso della conferenza stampa di ieri, Luciano Spalletti ha parlato anche di singoli. Di qualcuno non di tutti. Ha elogiato Skriniar, ha detto che Icardi deciderà il suo futuro con la società, ha ammesso la tardività della sua intuizione di schierare Brozovic davanti alla difesa. Ha ricordato addirittura Kondogbia ed il rammarico nel vederlo partire.

Ma le parole più significative il mister di Certaldo le ha riservate non ad un titolarissimo, non a chi serve assist bensì ad Andrea Ranocchia. “Guardate Ranocchia: me lo avete massacrato per anni ma lui è fortissimo anche di testa e lui resta finche io sarò qui. Ranocchia è la coscienza con cui ogni compagno deve fare i conti nello spogliatoio”.

La parabola di Andrea

Da tempo su queste pagine abbiamo sostenuto l’importanza della figura di Ranocchia, nello spogliatoio ed in campo. I tifosi nerazzurri conoscono bene la parabola di Andrea, da capitano della squadra a giocatore in perenne attesa di un prestito per andare a giocare. Poi il rientro dopo l’esperienza inglese, i brutti momenti passati dopo prove non brillantissime sottolineate dal pubblico con manifestazioni di disapprovazione pesanti. Sia nella veemenza delle proteste che nell’ironia degli sfottò, Andrea Ranocchia era diventato il simbolo di un’Inter che nessuno voleva più vedere.

Arriva Spalletti e con lui l’episodio nel ritiro di Riscone con il tifoso duramente ripreso dal mister per le ingiurie al lavoro di Ranocchia. Li, in quel momento è scattata la scintilla. Ranocchia non si è abbattuto, ha continuato a lavorare con caparbietà ed impegno e quando è stato il momento di scendere in campo per sostituire Miranda, San Siro si trovò in una sorta di seduta psicoanalitica. 50 mila persone che si chiedevano “perché devo continuare a fischiare Ranocchia a prescindere?”.

La rivincita di un leader

Con il Chievo, al suo esordio stagionale, Andrea fu accolto da un boato si ma di applausi e di incoraggiamento. Da li in poi la gente ha capito quanto doveva essere stata grande la sofferenza di questo ragazzo per riuscire trasformare gli ululati ironici in applausi. La gente aveva capito che Ranocchia non era solo quello che dimostrava di essere in campo. Anzi, forse quella era la parte meno importante. L’anzianità della militanza nerazzurra, la sua indole moderata, ne hanno fatto il punto di riferimento dello spogliatoio per saggezza ed autorevolezza.

Fino ad oggi queste erano solo sensazioni, voci raccolte in via episodica. Con le dichiarazioni di ieri Spalletti ha confermato la statura morale di Ranocchia ed il rispetto enorme che tutti gli dimostrano nello spogliatoio. Le grandi squadre si fanno certo con giocatori come Skriniar che giocano tutti i minuti di tutte le partite del campionato ma anche con giocatori magari meno appariscenti ma dalla leadership riconosciuta da tutti. Questo è Ranocchia, piaccia o no. Un leader di questa Inter.

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