Mg Lugano (Svizzera) 14/07/2018 - amichevole / Lugano-Inter / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Lautaro Martinez

Se il Toro si prende l’Inter San Siro gode

Il Toro argentino conquista l’Inter

(Inter) Quando nello scorso inverno uscì la notizia che l’Inter lo stava seguendo molti si precipitarono su Wikipedia o Tranfermakt per capire di chi stesse parlando. In effetti Lautaro Martinez non era al centro delle attenzioni degli addetti ai lavori italiani, o meglio, non ancora. La febbre esplose giorno per giorno, via via che arrivavano le notizie dei gol a raffica, dell’esordio in Libertadores condito da una tripletta, dalle prime apparizioni in nazionale.

La caccia al talento del Racing si scatenò fulminea, con le big di Spagna Inghilterra e Germania in fila. All’inizio fu l’Atletico il club più vicino al ragazzo. Poi quando l’Inter aveva già sistemato anche i dettagli dell’accordo con Lautaro e con il Racing ci fu il tentativo di scippo sul traguardo da parte del Borussia Dortmund.

L’asso nella manica dell’Inter

L’Inter aveva un asso nella manica, il Principe Milito dirigente del Racing che tenne fede all’impegno preso con il suo vecchio amico Javier Zanetti. Proprio il Vice presidente ieri ha ricordato le difficoltà della trattativa: “E’ stato difficile prendere Lautaro Martinez, eravamo convinti fosse fatta con l’Atletico Madrid. Poi, quando abbiamo scoperto che c’era una possibilità, abbiamo cominciato a lavorarci seriamente.

Gli agenti di Lautaro sono venuti a Milano, abbiamo parlato, ci siamo messi d’accordo, poi il nostro ds Piero Ausilio è venuto qua in Argentina ed è venuto proprio quando Lautaro fece tripletta sfortunatamente (ride ndr). Stavamo con le mani nei capelli, convinti che il prezzo sarebbe schizzato (ride ndr). No, la verità è che c’è stata sempre grande disponibilità da parte del Racing e da parte dello stesso Lautaro. Chiamate del Cholo Simeone (l’Atletico era in pole ndr)? No, se mi avesse chiamato non gli avrei risposto (ridendo ndr). E’ stata un’operazione difficile ma sono molto contento perché era proprio lui che volevamo. Quando abbiamo visto la possibilità di inserirci perché l’Atletico non aveva chiuso, abbiamo deciso di provarci subito e siamo riusciti a chiuderlo”.

Colpo riuscito

Ora si capisce perchè l’Inter abbia fatto di tutto per prenderlo, dopo le prime apparizioni estive adesso è lui che si sta prendendo l’Inter. Intendiamoci, nessun trionfalismo, nessun paragone azzardato. Si è visto un ragazzo di 20 anni in due amichevoli estive, niente di più. Bruciano ancora ricordi di parole gettate al vento in troppe occasioni anche recentissime. Ogni riferimento a Gabigol è puramente voluto.

Se non c’è Icardi può giocare da prima punta, se il capitano c’è ha dimostrato di cavarsela forse ancor meglio, svariando lateralmente intorno a lui. E con colpi da 10 di classe cristallina, come il lancio d’esterno a Candreva nell’ ultima amichevole contro lo Sheffield. Un attaccante moderno, veloce, che vede la porta e con due piedi che suonano calcio.

Il ragazzo sta dimostrando di avere tutte le potenzialità per esplodere e per far esplodere San Siro. Sabato prossimo l’Inter farà il suo esordio nella International Champions Cup 2018 contro il Chelsea di mister Maurizio Sarri. Sarà un ulteriore banco di prova, importantissimo visto il livello dell’avversario, per l’ex Racing. I tifosi nerazzurri saranno curiosi di vedere all’opera la nuova Inter ma è evidente che l’osservato speciale sarà proprio lui.

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