Inter, occhio all'ex: il vero pericolo del Bologna è in panchina

Più volte il Mihajlovic è risucitoa mettere in difficoltà i nerazzurri. Da Luciano Spalletti ad Antonio Conte, l'ex nerazzurro sa come si fa.
03.04.2021 10:15 di Riccardo Cisilino   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport

L'Inter quest'oggi deve fare attenzione al sergente Sinisa Mihajlovic. L'ex che riesce sempre, in un modo o nell'altro, a risultare fastidioso per i colori nerazzurri. Proprio così apre stamani l'edizione della Gazzetta dello Sport, che analizza le insidie che il tecnico in questi ultim anni ha portato alla sua ex squadra (calciatore e vice di Roberto Manicni).

Sin dagli esordi, come puntualizza la rosea, il tecnico del Bologna è sempre riuscito a mettere in difficoltà i nerazzurri: "Subentrato a Pippo Inzaghi, il 3 febbraio 2019 - nella sua seconda esperienza - va al Meazza e dà scacco matto alla squadra allora allenata da Luciano Spalletti. Segna Santander, Palacio è l'unico (ex) interista che lascia il campo tra gli applausi. La mano di Sinisa si vede subito (il Bologna non vinceva in trasferta da oltre un anno) e un gruppo che pareva disastrato si salverà con una giornata di anticipo". Un ritorno con il botto.

La storia però non finisce qui. Ci è andato vicino anche nella scorsa stagione, dove però non aveva fatto i conti con Romelu Lukaku che con un uno-due ribaltò il risultato e permise all'Inter di Conte di portare a casa la vittoria. Il condottiero Sinisa però non si demoralizzò, anzi preparò la sua "vendetta". La data è quella del 5 luglio 2020.

Quel giorno il Bologna sbancò il Meazza di Milano: "Dopo il lockdown, l'Inter ha le classiche 9 finali per inseguire il sogno scudetto. Lukaku la porta in vantaggio, Soriano si fa espellere, Lautaro va sul dischetto per chiuderla. Invece esalta Skorupski e poi Sinisa la rivolta come un guanto. Dentro il baby Juwara, che fa subito 1-1 e ispira il gol del sorpasso di Barrow. Di fatto sarà l'ultima partita da Pazza Inter, ma Conte si prende una bella lezione dal collega e amico". 

Tra i due c'è molta stima reciproca, anche perché caratterialmente, e non solo, sono davvero molto simili: "L’allenatore deve trovare il modo di tirare fuori il meglio dai giocatori. Sia umanamente sia tecnicamente. Questo è il nostro lavoro". Un mantra condiviso da entrambi i sergenti, che riescono ogni volta a tirare fuori il meglio dai propri calciatori. Dunque attenzione: Inter sei avvisata.