Eder-Inter, dolci ricordi ed un auspicio: "Auguro all'Inter il meglio" (GdS)

Eder-Inter, l'italo-brasiliano si è concedo per una lunga intervista alla Gazzetta dello sport dove ha parlato dello scudetto vinto in Cina e non solo.
21.11.2020 10:30 di Riccardo Cisilino   Vedi letture
Fonte: Gazzetta dello Sport

Eder-Inter, lunga intervista quest'oggi per l'ex nerazzurro tra le pagine della Gazzetta dello Sport. L'italo-brasiliano non ha parlato solamente della vittoria del Campionato cinese battendo l'invincibile team del Guangzhou guidato da Cannavaro, ma bensì anche del suo futuro e del suo passato in maglia Inter: "Noi abbiamo battuto l’invincibile Juventus di Cina, ora mi auguro che Conte porti l’Inter a fare altrettanto in Serie A. Sarebbe una doppietta da sogno per la famiglia Zhang. La meriterebbero, sono speciali. Lo dico anche per come mi hanno aiutato a inserirmi a Nanchino".

Una vittoria cercata dal team dello Jangsu che ha rappresentato molto per Eder e non solo: "L’abbraccio della mia piccola Helena che mi sto godendo a Criciuma vicino Porto Alegre con mia moglie Luciana e Eduardo. Il Covid in questo 2020 ci ha sottoposto a sacrifici particolari. Ho lasciato la famiglia in Brasile, anche perché la squadra, come tutte, è rimasta in ritiro da agosto, da quando è ripartito il campionato".

Ora bisogna guardare al futuro con un contratto in scadenza la prossima estate: "Va presa una decisione a breve. Il mio agente ne parlerà con i dirigenti cinesi". Un ritorno in Italia? La possibilità c'è stata, ma mai dire mai: "Ringrazio Iachini che mi voleva a Firenze, non si è potuto far nulla. Ora si prospettano nuove scelte e voglio giocare. L'età non conta molto basta vedere gli esempi di CR7, Ibra e Quagliarella dimostrano che è tutta una questione di testa. Bisogna sacrificarsi e io altri tre anni mi sento di farli, ad alto livello".

Tra ricordi del Bel Paese e nostalgia dei colori nerazzurri: "Sono arrivato a 18 anni e ricordo ancora la signora Alessandra che mi accolse nel suo albergo a Vinci. Con mia moglie spesso viene fuori il discorso se fermarsi per il resto della vita in questo paese, che ormai sento un po’ mio. Magari a Milano, il centro di tutto". Chiosa: "Ho lasciato tanti amici e bei ricordi. Ora c’è Conte, un grande: in Nazionale mi ha insegnato tanto. Così come mi hanno dato aiuti importanti Mihajlovic e Giampaolo".