Rapid Inter, parla il grande ex Prohaska: “Andrei a Milano a piedi” (GdS)

Rapid Inter, intervista a Prohaska

Prohaska è un ex giocatore interista e del Rapid Vienna. Ha militato nell’Inter per due stagioni, dall’80 all’82. E’ ancora un grande amico di Lele Oriali che rivela di sentire ancora. L’ex campione austriaco, oggi 63enne, ha rilasciato un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport per presentare la sfida di domani.

Ecco le sue parole: «L’Inter è avanti nel pronostico, ha una squadra attrezzata per vincere l’Europa League, ma non sarà facile specialmente all’andata a Vienna: il Rapid in campionato finora ha giocato male, ma in Europa in casa ha battuto Spartak Mosca e Rangers e pareggiato col Villarreal. È una squadra a due facce: in Europa non c’è tanto da perdere e questo funziona. In questi mesi il Rapid ha avuto il problema che oggi ha l’Inter: non fanno gol. Se l’Inter gioca come sa giocare allora passa il turno, anche se ha perso in casa contro il Bologna e il Rapid per me è forte come il Bologna. Diciamo che si deciderà tutto nel match di ritorno al Meazza».

Parole importanti che servono a mettere in guarda i nerazzurri qualora dovessero sentirsi troppo sicuri di sé. Poi Prohaska ha presentato i fiori all’occhiello della rosa austriaca: «Strebinger è un portiere di livello anche per l’estero. I migliori? Knasmüllner, che è passato dalla Primavera dell’Inter, e Murg, due centrocampisti tecnicamente molto buoni».

“L’Inter è una bella squadra”

Il calcio è uno sport imprevedivile ma Rapid Inter, se le cose vanno come devono andare, la porta a casa la formazione nerazzurra che, secondo Prohaska, è di grande livello: «E’ una bella squadra e Spalletti è un grande allenatore, però dipende ancora troppo da Icardi. Se lui non segna gli altri non fanno gol: forse Lautaro può essere il nuovo giocatore che ti risolve le partite».

Infine, un pensiero sul livello attuale della Serie A: «Guardo in tv le partite e compro la Gazzetta, soprattutto il lunedì: il calcio italiano ha perso un po’ negli ultimi 10 anni, dopo di me da voi hanno giocato i più grandi. Ora forse aiuta l’acquisto di Ronaldo: tutti i club più forti dovrebbero avere fuoriclasse del genere».

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