Perisic e Icardi, che coppia per Spalletti ! I due sempre più decisivi

As Roma 26/08/2017 - campionato di calcio serie A / Roma-Inter / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: esultanza gol Mauro Icardi

Che coppia Perisic e Icardi. Dopo Dzeko e Salah, il mister Spalletti si gode un altro tandem d’attacco stellare

È vero, siamo solo alla terza giornata di campionato, ma ci sono numeri che nella nuova Inter di Luciano Spalletti figurano come un verdetto: nulla a che vedere con i 9 punti conquistati o il numero di gol segnati.

A fare la differenza sono i marcatori. Si perché le certezze nerazzurre, partita dopo partita, si chiamano Ivan Perisic e Mauro Icardi.

Tant’è vero che la società, dopo la sfida contro la Roma, ha lanciato l’hashtag #PerisictoIcardi, a sottolineare l’intesa sbocciata tra l’esterno croato e il capitano nerazzurro.

Perisic e Icardi – La coppia perfetta

Uno incontenibile sulla fascia, sempre presente nelle trame di gioco, incline al sacrificio quando torna a dare una mano ai compagni; l’altro potente e preciso, chirurgico nel fare la cosa giusta al momento giusto e con un senso del gol assoluto.

Ingredienti miscelati nella nuova Inter e alla base di una certezza statistica: l’esterno croato e l’attaccante argentino hanno partecipato, con gol o assist, a tutte le reti nerazzurre delle prime tre partite della stagione.

Inter – Fiorentina (3-0): segna Icardi, Perisic fa assist e segna; in Roma – Inter (1-3) segna Icardi e Perisic fa assist; in Inter – Spal (2-0) segnano Icardi e Perisic.

Il binario tra Spalato e Rosario sembra dunque costruito su un’unica strada: intesa sopravvissuta ad una stagione difficile e a due sessioni di mercato che, in più occasioni, hanno visto i due talenti vicini ai saluti.

A questo punto è lecito pensare ad una “coppia perfetta”, magari sulle tracce di quelle hanno fatto la storia del nostro campionato, come Del Piero-Trezeguet o Vialli-Mancini.

Le statistiche della Rosea

I due, scrive La Gazzetta dello Sport, rispondono ora perfettamente al tandem bianconero Dybala-Higuain e al trio dei ‘piccoletti’ del Napoli, Insigne, Callejon e Mertens.

I numeri 9 e 45 hanno infatti realizzato l’87.5% delle reti nerazzurre, ovvero sette gol stagionali su otto – cinque per Maurito, due per Ivan.

Quest’ultimo può vantare però tre assist, tra cui due per lo stesso capitano, ma non solo: nell’anno solare 2017 ha partecipato a più reti rispetto a Maurito, 19 (nove gol e dieci assist) contro 18 (15 reti e 3 passaggi decisivi).

Nelle scorse stagioni i due non sembravano avere un’intesa così evidente, ma con la cura Spalletti hanno monopolizzato il tabellino marcatori.

Un’estate tormentata

Entrambi hanno vissuto un’estate tormentata e non semplice:

“Icardi infatti è rimasto ai margini fino a pochi giorni dal via del campionato per curare bene uno stiramento al retto femorale accusato in maggio e peggiorato per «amore d’Argentina».

Il poliedrico Perisic invece è sempre stato sano come un pesce, tanto da partecipare ­ con risultati mediocri ­ anche ad una tappa prestigiosa della World League di beach volley.

Il suo problema era legato al mercato. Di fatto aveva da tempo un accordo col Manchester United e ­ pur non sgarrando mai ­ la testa è stata a lungo a Mourinho più che al nerazzurro.

I Red Devils però hanno fatto i furbi con l’Inter, sperando di prenderla per la gola causa fair play finanziario prima del 30 giugno, poi non hanno mai avvicinato i 50 milioni richiesti e sono rimasti con parecchi rimpianti.

E nel frattempo ­ complice il lavoro di tutti, Spalletti in primis­ Ivan ha riscoperto il piacere di battersi per il nerazzurro” – scrive la Rosea.

Spalletti si gode i due Top Player

Il tecnico di Certaldo si gode i due fuoriclasse, ma resta comunque convinto che i due abbiamo abbondanti margini di miglioramento:

“A Perisic chiede di essere maggiormente incisivo stando qualche metro più all’interno del campo. E, a differenza del passato, Ivan non è stato ancora sostituito.

Da Mauro invece il tecnico pretende sempre un atteggiamento da capitano e una partecipazione continua pure fuori dall’area di rigore. Perché dentro, in pochi al mondo valgono il capitano”, conclude il quotidiano.