Diamo a Nagatomo quel che è di Nagatomo

Db Milano 20/08/2017 - campionato di calcio serie A / Inter-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Yuto Nagatomo

Nagatomo tanti lo volevano via

Quello di Nagatomo sarà un caso che tra qualche anno gli studenti di psicologia applicata al calcio studieranno sui liberi di testo. Non è bello, non è alto, non è elegante nei movimenti, è il contrario di tutto quello che un gran giocatore vorrebbe essere, nel calcio di oggi.Non possiamo dimenticare alcune sue clamorose distrazioni che hanno lasciato strascichi pesantissimi sulle coronarie dei tifosi e sui risultati di alcune partite dell’Inter.Nell’ultimo mercato, come in quelli precedenti d’altra parte, non sono stati pochi i sostenitori nerazzurri che si sono rivolti a San Gennaro e a San Beppino Prisco. Chiedevano il miracolo di vedere Yuto lasciare l’Inter per qualsiasi destinazione possibile, dal Kazakistan alle Maldive. Basta che se andasse.

Come un personaggio di Carosello

Ai tempi di Carosello, quello vero di vari decenni fa, c’era un personaggio che faceva letteralmente impazzire i più piccoli.Calimero, il pulcino piccolo e nero, che riceveva sberleffi continui dai piccoli amici e dal fato, e concludeva ogni reclame del detersivo con il suo grido addolorato: “E’un’ingiustizia però”. Ecco, Nagatomo somigliava nell’immaginario collettivo nerazzurro a Calimero. Piccolo e giallo come un pulcino dovrebbe essere, inviso a tanti, ma che ti strappa un senso di umana simpatia con quelle gambette sempre e comunque in movimento.

Spalletti lo ha trattenuto

“Però”, dice Calimero. E anche per Nagatomo c’è un però.In quel però c’è tutta la positività di una ragazzo modesto, che conosce i suoi limiti, che non si è mai dato arie da primattore, che ha messo i suoi mezzi a disposizione dei vari tecnici e della squadra.Non è azzardato dire che anche nello sfacelo dello scorso anno, uno dei pochi che riusciva quasi spesso a farsi notare almeno per la generosità era Nagatomo.Con l’arrivo di Spalletti pochi avrebbero scommesso un soldo sulla sua permanenza alla Pinetina. Ma il mister fin dal ritiro di Riscone ha messo Nagatomo in cassaforte. Qualcuno dice solo per il marketing e per la vendita di magliette con il numero 55 in Giappone ed in Oriente. Noi preferiamo pensare che Spalletti abbia visto nel nipponico un elemento di stabilità in uno spogliatoio che poteva riservare brutte sorprese e anche per quello che poteva dargli in campo.

A Napoli a testa altissima

Nagatomo è personaggio rispettato e di un certo carisma tra i compagni, essendo uno di quelli di più anziana militanza.Vederlo giocare gare come quella di Napoli, non può che far piacere. Il terzino ha riproposto sabato sera la specialità della casa. Umiltà, concentrazione, dedizione, ben sapendo che il suo avversario diretto era il più pericoloso e che ogni lacuna sarebbe stata letale per la squadra. Vogliamo riconoscere a Nagatomo che non ha sbagliato nulla? Da diverse giornate ormai Yuto è titolare fisso della fascia sinistra. Di certo non perché ispira dolcezza come Calimero o perché fa vendere 300 magliette in più ai grandi mazazzini di Osaka. Ha garantito quantità e qualità, almeno quelle che gli chiedeva mister Spalletti. In attesa che Dalbert capisca dove è arrivato, diciamolo una volta tanto, per fortuna che c’è Nagatomo.

E i tifosi?

Molti fin dalle ore successive alla gara del San Paolo, lo hanno fatto sui social.Messaggi ricchi di sorpresa ironia e di belle parole sulla prestazione estremamente positiva di Nagatomo. Si, perché gli interisti sanno essere feroci quanto disponibili al tributo d’onore, pungenti quanto affettuosi. E anche gli addetti ai lavori si stanno ricredendo. Sono di ieri le parole di un signore serio e competente come Paolo Condò a Sky Sport 24:“Nagatomo? Nelle formazioni iniziali della stagione, noi scrivevamo il nome di Cancelo e di Dalbert. Abbiamo scatenato l’orgoglio, la determinazione a non mollare di alcuni giocatori. Spalletti ha sempre detto ‘Nagatomo è il mio uomo’, contrariamente alla tendenza popolare che lo vedeva colpevole delle stagioni brutte dell’Inter. Nagatomo ha risalito le posizioni di Dalbert: Callejon è stato sempre controllato e anticipato dal giapponese“.