Milan Inter: tattica, emozione e l’elemento che potrebbe fare la differenza

Milan Inter sarà un crocevia fondamentale per le stagioni di entrambe le squadre, ma la squadra di Gattuso non è la stessa affrontata all’andata

Milan Inter è sicuramente una delle tre partite più attese della prossima giornata. Assieme a Napoli-Roma e Lazio-Juventus infatti sarà al centro dell’attenzione per la possibilità di modificare sensibilmente la classifica. I nerazzurri hanno ottenuto un risultato positivo dopo un lungo periodo di digiuno con un’involuzione del gioco alquanto preoccupante. Il Milan invece ha ricominciato un cammino diverso dopo l’esonero di Montella, grazie alle direttive di Mister Gattuso. Ma come è possibile cambiare marcia in questo modo?

Di certo il nuovo allenatore non ha i poteri magici ma ha sicuramente migliorato la situazione grazie alla sua pregressa esperienza. Aver vissuto spogliatoi importanti come quello del suo Milan o dell’Italia poi Campione del mondo, non può che aver vertiginosamente aumentato la presa sui calciatori. Il carisma è un perno su cui si  sono fondati anche cicli vincenti. Si può dire che Spalletti lo abbia saputo trasmettere allo stesso modo anche perché, con una rosa pressoché simile a quella giunta ottava l’anno scorso, ad oggi si troverebbe in una condizione mentale sicuramente migliore. Nonostante il numero di punti accumulati fino ad oggi sia simile alla passata stagione, la difesa per il momento starebbe reggendo più del dovuto forse anche grazie a uno spettacolare Skriniar. Risulta comunque naturale che la semplice voglia di vincere non possa fare la differenza, ma sia anche necessario organizzarsi tatticamente.

Il Milan oggi contro l’Inter di oggi

Il sistema di gioco di Gattuso prevede l’uso del 4-3-3 a fronte del precedente 3-5-2. Montella aveva infatti cercato di dare quantità alla squadra perché convinto di non avere gli uomini di qualità adatti soprattutto sulle corsie esterne. Oggi invece, un giocatore come Suso è praticamente diventato imprescindibile, mentre prima invece faticava a trovare una collocazione in campo. Il suo apporto è molto concreto non solo in termine di giocate individuali e gol, ma anche per il costante movimento e imprevedibilità che crei. Molte delle reti rossonere sono arrivate dai suoi piedi soprattutto con palloni crossati forti e tagliati dalla destra verso la sinistra. A pagarne le conseguenze è stata proprio l’Inter di Spalletti in coppa Italia. Cutrone infatti è costantemente attratto da quel tipo di traiettorie su cui sembrerebbe andare quasi a memoria. Lo sa bene la Lazio (anche se il gol era viziato da un colpo di mani) e la Roma proprio nell’ultima gara disputata all’olimpico.

Non è però del tutto finita perché da lato opposto allo spagnolo, Bonaventura sembrerebbe aver trovato un ottimo feeling con Calhanoglu. Una squadra sicuramente meglio disposta in campo e con un unico comun denominatore: grinta e corsa continua. Perfino un giocatore come Biglia, notoriamente un palleggiatore, sembrerebbe aver acquisito in poco tempo la corsa necessaria per trovarsi sempre al posto giusto. Ciò quindi sottolinea che le distanze tra i reparti sono state diminuite, rendendo il gruppo più coeso e meno esponibile a minacce.

Il report in casa Inter

I nerazzurri invece pare che abbiano perso un po’ di smalto e di convinzione nelle loro capacità. Nella prima metà di stagione la forma di Candreva e Perisic sulle corsie esterne, sembrava poter bastare contro qualsiasi dispositivo difensivo. Con il passare delle giornate però, questo vigore è lentamente scemato anche per via del fatto che il gioco non abbia quasi mai trovato delle vere e proprie alternative. L’arrivo di Rafinha è sicuramente una novità importante, ma visto lo stato di forma non ancora ottimale, potrebbe essere un rischio schierarlo dal primo minuto. Forse meglio a gara in corso e soprattutto con dei partner di centrocampo più idonei a supportarlo. Gagliardini e Vecino nella partita contro Il Benevento hanno dato staticità al reparto non provando mai a recuperare palla correndo in avanti verso l’avversario. Ne è conseguita quindi una dilatazione tra centrocampo e trequarti tale da rendere l’ex Barcellona facilmente marcabile. Ripetere lo stesso domenica significherebbe quindi consegnarsi al Milan e alla sua iniziativa, dandole anche lo spazio per ripartire.

Le contromisure nerazzurre

Avere una squadra molto corta e stretta potrebbe essere l’approccio ideale. Difficile cercare di impostarla sul palleggio; forse più semplice cercare di aspettarli per poter ripartire con pochi ma decisi passaggi verso avanti e per creare lo spazio per far correre Perisic ma anche lo stesso Karamoh.  Mettersi a specchio poi significherebbe giocarsela soprattutto nei duelli, quindi rischiando di trovarsi spesso in situazioni di inferiorità numerica. Potrebbe essere una soluzione quindi, cercare di condurre giocatori di grande pericolosità, come Suso, in zone del campo poco pericolose rendendo i suoi lanci di facile lettura per la retroguardia ma anche per i mediani. In questo caso dovrà esserci un’attentissimo raddoppio con i giusti tempi e che sarà possibile, come già detto, solo con le linee serrate.

L’ago della bilancia potrebbe essere proprio il trequartista che dovrà avere la capacità di riempire gli spazi in fase di non possesso e quella di trovarsi in area di rigore avversaria in fase offensiva. Brozovic titolare potrebbe essere l’opzione più probabile e in grado di trasformare l’atteggiamento della squadra da un 4-2-3-1 offensivo a un 4-5-1 difensivo. Fondamentale anche l’apporto delle ali che spesso dovranno rinculare. Più la squadra avrà la capacità di non spezzarsi, maggiori saranno le possibilità dell’Inter di neutralizzare il Milan. I rossoneri proveranno sicuramente per vie centrali: i nerazzurri ancora una volta dalle fasce.

MIlan Inter: Le necessità e il possibile episodio

I tre punti in palio per Milan Inter,  sarebbero per entrambe le squadre una vera e propria manna dal cielo. L’Inter riuscirebbe a scacciare i rossoneri a meno dieci punti; Cutrone e compagni invece ravviverebbero una clamorosa rimonta verso la zona Champions. Nonostante tutto non si tratterà di una gara scomposta; sulla carta infatti si dovrebbe assistere a un match molto chiuso e giocato sui nervi. Il primo errore sarà fatale e darà il via alla frenesia dell’altro per prevalere. Servirà quindi da un lato tutta la maestria tattica di un tecnico come Spalletti a prevedere tutti i possibili scenari; dall’altro tutta l’esperienza di vivere i derby di Milano da più tempo.

 

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