Luan

Luan: la triste storia, l’evoluzione e le attenzioni delle big. Tutto sul trequartista brasiliano

Luan: storia di un talento che ha rischiato di non essere ammirato e che oggi ha attirato su di se big d’Europa

Gli appassionati del celebre videogioco Football Manager conosceranno già, certamente, questo nome. Il miglior giocatore della Libertadores vinta con il Gremio è il prospetto più caldo in vista delle prossime due sessioni di mercato. Già l’estate appena passata sono stati due i club europei a cercare di portare Luan nel vecchio continente: la Sampdoria e lo Spartak Mosca. Ma andiamo per gradi.

Il Futsal ed il quasi addio al calcio

La storia di Luan è la più “classica” storia sudamericana. Famiglia umile, il padre muore quando lui ha solo 5 anni e la madre costretta a mantenere la famiglia con lo stipendio da domestica. All’età di nove anni, però, l’incontro che gli cambierà la vita. Alex Sandro Rocha Pinheiro lo nota e decide di battersi, nel vero senso della parola, per lui. All’età di quindici anni il primo turning point della vita di Luan: viene portato da Pinheiro al Rio Preto dove per un intero anno non giocò mai; decise, così, a 16 anni di abbandonare il calcio e tornare al futsal dove riusciva a guadagnare 13.5€ a partita per aiutare la madre a mantenere la famiglia. Una carriera che ha rischiato di terminare ancor prima di iniziare.

Il primo periodo al Gremio

Pinheiro rifiutò di arrendersi e nel 2013 (quando Luan aveva 20 anni) convinse l’America ad includere Luan nella rosa per la Copa Sao Paulo (un torneo giovanile prestigiosissimo). Fu più difficile convincere Luan che, due giorni prima della chiusura delle liste, disse a Pinheiro di non volere niente da loro e di voler tornare al Futsal: Pinheiro riuscì a persuaderlo a poche ore dalla registrazione delle liste. Questo sarà il secondo turning point della sua carriera perché, durante il torneo, rubò i riflettori a tutti attirando l’attenzione del Gremio di Porto Alegre che lo prese ad inizio 2013. Dopo qualche mese nelle giovanili approda nel dicembre in prima squadra sotto la guida di Felipe Scolari. Il terzo, e per ora ultimo, turning point della sua carriera arriva con l’arrivo in panchina di Roger Machado.

Alla conquista del Brasile e del Sud America

La prima cosa che Machado fa a Luan è spostarlo dal ruolo di attaccante esterno a sinistra a quello di seconda punta/falso 9. Fu così che nel 2015 iniziò ad attirare l’attenzione nazionale con i suoi dieci gol stagionali, utili alla qualificazione alla Copa Libertadores. L’estate del 2016 viene portato alle Olimpiadi come iniziale riserva del tridente Neymar, Gabriel Jesus, Gabigol. Dopo le prime due gare, però, trova il posto da titolare diventando un fattore determinante nella cavalcata verdeoro alla medaglia d’oro con tre gol e il rigore segnato nella finale contro la Germania. Il 2017 è stato l’anno della definitiva consacrazione: debutto in nazionale, subentrando contro la Colombia in amichevole, a gennaio, prime offerte europee da parte di Samp e Spartak Mosca e a novembre la vittoria in Coppa Libertadores con il meraviglioso gol nel match di ritorno che gli è valso il soprannome di Luanel Messi.

Luan, prospetto del trequartista del futuro

Il giocatore ha subito nel corso del tempo un’evoluzione tattica che lo ha trasformato in un vero e proprio trequartista. Piede destro molto caldo, capace di rifinire e di concludere in porta, sfrutta la sua fisicità per inserirsi di testa grazie anche a un gran tempismo.

Non è molto rapido, ma compensa con classe ed eleganza del tipico fuoriclasse sudamericano. La sua escalation ad oggi è stata forse facilitata dalla tipologia di campionato in cui milita: il brasilerao esalta sicuramente le doti offensive,  ma non è detto che non ci si possa adattare velocemente anche in altri campionati.

La transizione quindi in Premier, Bundes, Liga o serie A non sarebbe un qualcosa di assolutamente astratto e impossibile. Ciò che sicuramente gioca a suo favore è la sua potenza che ormai è un aspetto non più trascurabile soprattutto in determinate zone di campo. Tranne in Spagna, l’impatto fisico dei restanti campionati è di grande livello. Ma è anche vero che profili con lo stesso passo e sembianze sono già presenti: De Bruyne, Goretzka, Alli, Milinkovic Savic sono in tipico esempio di come l’esplosività non sia più l’unica caratteristica tipica del trequartista.

È ovvio che a priori non si può dire che il giocatore avrà un rendimento top, ma, grazie al discorso fatto prima e soprattutto per via dell’interesse dei top club, Luan rimane uno dei profili più appetibili per il prossimo giugno.

(Pezzo redatto in collaborazione con Matteo Mazzetto, Simone Politi e il direttore Giovanni Gallo)

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