Kovacic : la fuga dei cervelli all’estero, ma ogni tanto qualcuno torna

Kovacic e Coutinho, un mercato di rimorsi

Prima Coutinho valutato un camion di euro. Ora le voci su un possibile ritorno di Kovacic. Questo mercato invernale sembra divertirsi alle spalle dell’Inter e dei suoi tifosi, ritornando sulle due cessioni più dolorose degli ultimi anni. Penose perché il talento dei due ragazzi era evidente, perché si sapeva che prima o poi l’avrebbero dimostrato, perché dovevano andarsene solo per portare all’Inter ossigeno in un bilancio disastrato. Il brasiliano fu venduto veramente per due palanche, ma anche quelle facevano gola in quel momento. Almeno Mateo portò in dote 30 e passa milioni euro, non proprio pizza e fichi. Probabilmente i tifosi si accalorarono più per l’addio di quest’ultimo.

Coutinho, la Kop lo ha esaltato

Coutinho aveva giocato forse troppo poco per essere un rimpianto vero fin da subito. Lo è diventato solo con il passare dei mesi a Liverpool, vedendolo crescere e diventare sempre più determinante tra i Reds. Il solo sentire quella meravigliosa Kop che intonava il suo “You’ll never walk alone” anche per lui ci ha fatto sentire tutti un po’ figli di un Dio minore in questi anni. Quando pochi giorni fa è venuta la cifra enorme pagata dal Barca per portarlo al Nou Camp, il rimorso è stato feroce, insopportabile.

Mateo, la più bella proprio alla fine

Kovacic invece aveva fatto in tempo a far discutere i tifosi (strano per noi interisti, vero?) ma soprattutto a farsi amare. In quelle 80 volte che l’hanno visto protagonista, Stramaccioni prima e Mazzarri poi si ingegnarono per trovare al ragazzo croato la mattonella giusta. Davanti alla difesa, dietro le punte, mezzala pura, spesso anche esterno alto, Kovacic sembrava una trottola, domenica dopo domenica in una posizione diversa. Quando se ne andò a Madrid, aveva appena fatto in tempo a fare la partita più bella della sua carriera in nerazzurro. Quei due assist meravigliosi regalati a Palacio e Icardi nella serata di addio a capitan Zanetti contro la Lazio sono ancora negli occhi tutti. Gli dei del calcio li misero nei piedi di Mateo proprio quella sera , per accrescere ancor di più il rimorso in tutto San Siro.

Non più figli di un Dio minore

Quella sera di maggio del 2015 Kovacic si presentava e salutava San Siro nello stesso istante. Kovacic quello vero. Quel Kovacic che sembrava dire al Meazza “ecco, sono capace di questo, non ci siamo capiti, bye bye”. In poche parole, quello che avrebbe dovuto essere e che non ha potuto essere. Non lo ha potuto essere a Milano per il distacco prima del tempo. Non lo ha potuto fino in fondo a Madrid perché li se la vede con tipini come Modric, Casemiro, Kroos.
Probabilmente di lui non si parlerà come dell’uomo da 150 milioni di euro, anche lui svenduto dall’Inter, ma il rimpianto c’è, eccome. Da ieri girano voci secondo le quali Mateo potrebbe tornare a casa sua, a casa nostra, in prestito ovviamente. Sarebbe un’iniezione di talento a buon prezzo, in una squadra in cui i neuroni calcistici stanno quasi tutti nella testa del solo Borja Valero. E sarebbe un gran bel modo per pensare che i figli del Dio minore stanno crescendo, hanno fatto esperienza degli errori passati e sono pronti a crescere, un po’ più cattivi e meno arrendevoli che in passato.

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