Sentite Lippi! “Campionato condizionato. Inter e Juventus penalizzate”

Dichiarazioni pesanti dell’ex commissario tecnico azzurro che si è scagliato contro i match di qualificazione ai mondiali
14.10.2021 19:15 di Vincenzo Mirto   vedi letture

Marcello Lippi si è scagliato contro i continui impegni delle nazionali.

Lo ha fatto, questa mattina (giovedì 14 ottobre), in un’intervista al Corriere dello Sport. L'ex commissario tecnico Campione del Mondo ha spiegato che la colpa è delle confederazioni competenti. Ad esempio in Sudamerica, dove ci sono tantissime squadre, attualmente ogni nazionale disputa ben tre partite a settimana e per questo motivo i calciatori sono costretti a rientrare soltanto pochi giorni o addirittura ore prima dell’impegno con i rispettivi club. Le federazioni sudamericane, nonostante le numerose proposte, non hanno voluto cambiare format, considerando le qualificazioni ai mondiali una sorta di campionato privato.

Le squadre più penalizzate nel nostro campionato, secondo l’allenatore, sono quelle che hanno più sudamericani in rosa, ovvero Inter e Juventus. Attenzione anche al Napoli che per via della Coppa d’Africa sarà costretta a rinunciare a ben tre titolari nei prossimi mesi. Gli infortuni con le nazionali, invece sono una cosa diversa, in quanto ci sono sempre stati anche con i club e sono legati spesso alla sfortuna. Il problema, sostiene l'ex campione del mondo, è che sul campionato piombano giocatori rilevanti ma appesantiti da altre tre partite in dieci giorni e che hanno dormito troppo poco e sono stanchi.

Secondo Lippi c’è il rischio che prima o poi i club europei smettano di puntare sui talenti sudamericani mettendo in crisi il sistema di quei paesi. Il discorso in Europa è diverso in quanto nel nostro continente si giocano meno partite e i tempi per tornare ai rispettivi club sono nettamente minori. Il Mondiale con cadenza biennale non sarebbe la giusta soluzione secondo l’allenatore in quanto già ci sono gli Europei e la Coppa America e l’organizzazione della coppa del mondo non farebbe altro che appesantire un calendario già fitto di impegni