Lukaku dipendenza e centrocampo nullo, Inter: è allarme gol

Al di là di Lukaku, l'Inter ha molta difficoltà ad andare in gol con altri elementi della rosa, soprattutto con i centrocampisti
29.10.2020 21:00 di Gianfranco Rotondo   Vedi letture

Sette gol per Lukaku, tre Lautaro, due D’Ambrosio, ed uno ciascuno per Gagliardini e Hakimi. Fino ad ora i gol stagionali dell’Inter sono stati firmati da cinque giocatori. Alcuni potrebbero sostenere “beh, una buona varietà”. In realtà i fatti non stanno proprio così e ciò è dimostrato dal modo in cui queste reti sono distribuiti. Infatti, Lukaku a parte, la somma dei gol di tutti gli altri marcatori è pari a quella del gigante belga. Troppo poco per dare un contributo sostanziale alla causa nerazzurra.

Leggendo bene i numeri, stupisce – e molto – la mancanza pressocchè totale di un apporto in zona gol da parte del centrocampo interista. Solo Gagliardini, nel ruolo, ha firmato una rete contro il Benevento. Ciò che lascia fortemente sorpresi sta nel fatto che è proprio il centrocampo il ruolo che, nel mercato estivo, è stato rimpolpato di gente che ha sempre dato in carriera un grande apporto in termini di gol. Nainggolan, fermato dal Covid e con poco minutaggio, non ha ancora fatto vedere nulla del proprio repertorio; Sensi, che l’anno scorso di questi tempi, era l’arma in più; Eriksen, quest’anno fin dall’inizio in rosa, non riesce a trovare la mattonella giusta in campo; Brozovic, sembra il lontano parente di quello conosciuto nelle ultime tre stagioni; Barella, che da sempre un contributo enorme, ma che deve migliorare tantissimo negli inserimenti; e poi quell’Arturo Vidal, impiegato più per avere compiti difensivi che per fare quello che ha sempre fatto: inserirsi e far gol – teniamo fuori Vecino infortunato e fuori dal progetto -.

Numeri allarmanti, che non dimostrano soltanto una grande Lukaku dipendenza in termini tattici e di gol, ma anche – e soprattutto – dei meccanismi, in mezzo, da oliare per bene per mettere tutti a fare quello che gli riesce meglio. Spetterà ad Antonio Conte trovare delle varianti per risolvere queste carenze.