La serie A trova babbo Natale, c’è un regalo anche per l’Inter?

18.05.2020 21:45 di Mario Spolverini   Vedi letture

Il sito Calcio e Finanza.it torna a parlare del fondo CVC Capital Partners che recentemente ha presentato alla Lega Serie A un’offerta per i diritti televisivi per i prossimi 10 anni. 2,2 miliardi per assicurarsi la possibilità di rivendere ai vari broadcaster le immagini del campionato italiano. L’offerta è sul tavolo dei responsabili del calcio italiano con diritto di esclusività fino al prossimo 30 giugno.

Ma c’è di più. Secondo il Financial Times il fondo d’investimento avrebbe in animo di proporsi come interlocutore del calcio italiano per “la costruzione e la manutenzione degli stadi di tutta Italia”. Questa eventualità rappresenterebbe una novità assoluta sullo scenario nazionale, di cui potrebbero beneficiare le società attualmente impegnate nella progettazione dei nuovi impianti sportivi come la Roma e l’Inter. Il club nerazzurro, insieme al Milan, è da tempo impegnato nel confronto con l’amministrazione comunale milanese per trovare il compromesso utile a tutti sulla ripartizione tra gli spazi sportivi e quelli destinati a servizi commerciali e ricreativi.

Sarebbe una rivoluzione se Lega Calcio decidesse di istituzionalizzare la costruzione e la gestione degli stadi, ha fatto sapere al Financial Times una persona coinvolta nei colloqui. L’offerta di CVC sarà inizialmente esaminata da Paolo Dal Pino e da quattro presidenti di club”

L'importanza della proposta del fondo CVC è facilmente intuibile. Dal punto di vista economico l'offerta per i diritti TV garantirebbe ai club una certezza sugli introiti del prossimo decennio e sulla continuità di finanziamento, anche resta tutto da capire la compatibilitàdell'offerta con l'obbligo della gara per l'assegnazione dei diritti nel prossimo triennio  Nell'ottica degli stadi la proposta avrebbe tutte le caratteristiche per facilitare i compiti dei club, assicurando di avere un unico interlocutore piuttosto che la selva di enti centrali e locali che di solito rivendicano competenze anche di scarso rilievo sulla nascita e sulla manutenzione degli stadi.