Inter-Milan, Diego Milito carica l'Inter e Lautaro Martinez

El Principe Diego Milito, alla Gazzetta dello Sport, parla del Derby, di Conte, di Lautaro e svela alcune cose su Ibrahimovic e Messi.
17.10.2020 13:00 di Federico Cimolai   Vedi letture
Fonte: La Gazzetta dello Sport

Non servono presentazioni quando si parla di Diego Milito, uno degli attaccanti più forti e vincente della storia dell'Inter. L'attaccante argenti no è stato l'uomo che ha trascinato l'Inter al Triplete, con i suoi quattro gol decisivi che hanno portato alla conquista dei trofei.

Il numero 22 ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla innanzitutto del Derby, e delle assenze che hanno colpito l'Inter, facendo un paragone con la sua Inter: "A Conte mancano 7 uomini? Noi nel 2010 con Mourinho abbiamo vinto in 9 contro 11... Sono fiducioso nonostante le assenze perché la rosa è grande e l'allenatore ha il carattere giusto per motivare in una situazione così. L'Inter troverà stimoli nuovi e farà una grande partita".

Non poteva chiaramente non parlare di Lautaro Martinez, sua grande scoperta al Racing e di cui Milito è stato con il ds Piero Ausilio, il grande artefice del suo passaggio all'Inter. Questo il suo pensiero sulle prime due stagioni in nerazzurro del bomber argentino: "A Lautaro serviva solo tempo per esplodere: aveva dimostrato subito la sua classe, ma dopo un anno è migliorato. Sta seguendo la strada giusta per diventare il top e il meglio deve ancora venire".

"El Principe" non si prende il merito del suo passaggio all'Inter e parla anche del paragone che è stato fatto tra lui e Lautaro, paragone che non lo trova completamente d'accordo: " Io non ho fatto niente, sono stato solo consultato vista la mia vicinanza all’Inter. Il suo arrivo non dipende da me, ma dal suo talento. Uno così lo vogliono tutti, l’Inter è solo stata più veloce a prenderlo. Non so quanto ci sia di me in lui... Io ho sempre provato a dare consigli, ma lui ha la mentalità giusta: ascolta tanto, assorbe le informazioni e così migliora. Il merito è soltanto suo. E’ diventato completissimo: eccezionale in area, ma non aspetta la palla, la cerca e si sacrifica per il compagno".

Su un suo possibile passaggio al Barcellona, Milito, la pensa così: "L'interesse del Barcellona? So solo una cosa: è contento dove si trova. Quando gli parlo, lo vedo felice, si considera nel posto giusto. Poi il calcio cambia e i top player hanno sempre offerte: qualsiasi decisione spetta solo a lui". L'ex bomber nerazzurro esprime una propria opinione anche sul resto dell'attacco nerazzurro: "Lukaku è un attaccante enorme e quei due sono fatti per giocare insieme, si completano perfettamente. E occhio a Sanchez, mi piace tantissimo: quest’Inter ha davvero un grande attacco. Con Lautaro ho già giocato e ci trovavamo alla grande. Non è bello fare altri nomi, ma Lukaku e Sanchez sarebbero grandi compagni di reparto".

Milito risponde anche al paragone che è stato fatto tra Maicon ed Hakimi: "Hakimi nuovo Maicon? Non mi piace mai fare paragoni tra giocatori di epoca diversa. Non carichiamolo troppo, ma l’Inter ha trovato un esterno formidabile: per gli attaccanti uno così è oro".

Questo invece il suo pensiero sull'Inter: "Conte ha fatto bene a volere Vidal? Sì, lo conosceva già: insieme avevano fatto e faranno benissimo. Tecnicamente e caratterialmente, fa la differenza"
Sul mercato e su Conte: "Kanté? I grandi giocatori sono sempre benvenuti, ma la rosa dell’Inter già così è completa, profonda. Conte è l’unico che sa cosa serva davvero, ma, come tifoso, sono contento perché può competere fino alla fine. Speriamo sia l’anno buono: il gap con la Juve si è ridotto. Conte ha mantenuto il suo carattere, la sua impronta: il dna competitivo gli ha permesso di vincere così tanto e quello non si cambia. Magari con gli anni potrà ammorbidirsi, ma resta il tecnico giusto per vincere. Sono felice sia rimasto, non aveva senso interrompere un percorso così positivo".

Infine chiude la sua intervista parlando di due fuoriclasse, Ibrahimovic e Messi: "Ibrahimovic? L’età ti fa maturare e ti fa essere ancora più leader: lui è la guida di tutti quei ragazzi. Ho sempre avuto un grandissimo rispetto per Ibra, anzi mi sarebbe piaciuto giocarci insieme. Ma vedendolo in campo non sono invidioso: sono felice di quello che ho fatto, io ho smesso al momento giusto", mentre su Messi, El Principe, alimenta la suggestione: "Messi all'Inter: solo una suggestione o la prossima estate ci si può credere? Ci si deve credere: si vive di sogni. Perché non immaginarselo all’Inter, una squadra fatta per gli argentini e in cui Messi starebbe benissimo?".