Inter, dalla vittoria col brivido contro la Fiorentina al mercato. All’orizzonte ecco la Lazio. Parola ai gemelli  

29.09.2020 08:00 di Raffaele Garinella   Vedi letture

Cominciamo subito con le scelte di Antonio Conte. Ti hanno convinto? Il dilemma, se di dilemma vogliamo parlare, ha riguardato il ballottaggio Brozovic-Gagliardini. E il croato ha deluso. 

La sensazione è che in un centrocampo a quattro, nei due di mezzo faccia fatica ad imporre le sue qualità. Con Vidal in campo, la musica è cambiata. Brozovic fuori posizione perde molto del suo potenziale. Soprattutto nel primo tempo è stato Barella che si è fatto carico di recuperare il pallone dai difensori per far ripartire l’azione offensiva, costringendo Brozovic ad un notevole dispendio energetico. 

Già, e non solo... vogliamo parlare di Eriksen, lento e compassato? Sensi ha colto l’attimo, ha compreso la gara sin dal riscaldamento ed ha cambiato l’imprevedibilità dell’Inter.

Eriksen ha giocato una partita difficile, condizionata dal gol iniziale della Fiorentina che ha costretto l’Inter a ricercare quei pochi spazi disponibili. Il suo talento nel lanciare le punte si è visto ad intermittenza, ma sarebbe ingiusto trarre considerazioni affrettate. Se parliamo di imprevedibilità, un plauso lo merita Sanchez. Ho la sensazione che El Nino Maravilla abbia trovato un nuovo ruolo che potrebbe allungargli la carriera. 

Straordinario il pallone per Hakimi, ancor più la pennellata al bacio per la testa di D’Ambrosio. Eccellente D’Ambrosio in fase offensiva, meno in difesa. Ribery l’ha fatto tribolare parecchio. 

La difesa non mi è piaciuta. Male gli automatismi tra Bastoni e Kolarov. D’altronde hanno giocato pochissimo insieme e contro un collettivo armonico come quello viola le difficoltà non potevano mancare. Incomprensibile l’esclusione di Skriniar. Mercato o meno, doveva giostrare lui al centro della difesa. Bastoni ha 22 anni, non ha mai guidato la difesa da centrale e nonostante ciò, non ha demeritato. Kolarov si è visto poco e male. Un discorso a parte su D’Ambrosio: aveva dalla sua parte il cliente più pericoloso, Ribery che, nonostante la carta d’identità, continua a fare cose stratosferiche. D’Ambrosio lo ha dovuto affrontare sempre in velocità, senza alcun filtro davanti a lui e senza alcun raddoppio. Si torna al discorso di poco fa: difesa organizzata male. D’altronde se si decide di scomporre il reparto difensivo della serie A dello scorso anno, viene facile immaginare che qualche problema poteva nascere. La nota rigidità di Conte nella difesa a 3 ha davvero stancato, era un problema lo scorso anno, lo sarà anche in questa stagione. Lo è stato ancora di più sabato senza De Vrij.

Ho la sensazione, e lo dico a malincuore, che a Skriniar tocchi in dote lo stesso destino di Godin.

Mi dispiacerebbe molto, ma se arrivasse uno tra Milenkovic e Smalling, la pillola amara andrebbe giù con meno difficoltà. Passiamo alla coppia gol Lukaku-Lautaro. Un gol a testa, ma non credi che la finale contro il Siviglia pesi ancora per Lukaku? 

Lukaku ha una struttura fisica che necessita di minutaggio per entrare in condizione. Non credo si porti dietro il ricordo del Siviglia, anche lo scorso anno impiegò un po’ di tempo per carburare, poi non ce ne fu per nessuno.

Chiudiamo con le parole di Di Francesco su Nainggolan e con la Lazio, prossima avversaria dei nerazzurri. Il tecnico del Cagliari dovrebbe, forse, pensare a risolvere i problemi della sua squadra piuttosto che parlare delle volontà di Nainggolan. Affermare che il calciatore voglia tornare a Cagliari, è un po’ come voler dire che il calciatore è all’Inter controvoglia, ti pare? 

Ma tu credi che Nainggolan voglia lasciare l’Inter? Per ora è un giocatore nerazzurro e come tale deve comportarsi. Lo sta facendo, e contro la Fiorentina è entrato bene in partita. Se è sereno, può ritagliarsi un ruolo importante in una stagione lunghissima ed impegnativa. La profondità della rosa è un dato confortante. Mai avuta una rosa così negli ultimi anni. Con la Lazio sarà durissima. Inzaghi ha un giocattolo rodatissimo. In pratica gioca con la squadra dello scorso anno, mentre l’Inter è ancora un cantiere aperto. In più i biancocelesti hanno enorme qualità a centrocampo: Luis Alberto è un genio col pallone tra i piedi, Milinkovic lo conosciamo tutti e ci ha sempre fatto male negli ultimi scontri diretti. Ci vorrà un’Inter ben più quadrata di quella vista contro la Fiorentina per portare a casa un risultato positivo.