Dall’allenatore alla società: tanti interrogativi a cui rispondere

L'inizio di stagione dell'Inter non è stato tra i più soddisfacenti e, fin da ora, ci sono delle domande che devono porsi dirigenti ed allenatore
19.10.2020 22:00 di Gianfranco Rotondo   Vedi letture

Inizio di campionato inaspettatamente deludente per l’Inter di Antonio Conte, che registra sette punti in classifica, nelle prime quattro partite – meno di due punti di media a gara -, ma soprattutto dei numeri che non confermano quanto di buono fatto l’anno scorso dai nerazzurri soprattutto per ciò che concerne la difesa. Proprio per questo, da parte di noi che scriviamo di Inter, e dei tifosi, si pongono dei quesiti per l’intero organigramma, dalla società fino ad arrivare al tecnico.

1) Riusciremo mai ad avere una rosa completa o adeguata al progetto tecnico che si ha in cantiere? Anche quest’anno le carenze si fanno sentire. La difesa non ha i giocatori adeguati per giocare a 3 come richiede il tecnico che non ha intenzione di cambiare. E’ stato dato via Godin che aveva iniziato a comprendere i meccanismi di gioco, per prendere Kolarov che parso completamente spaesato in questo sistema – pur avendoci giocato sia in nazionale che con la Roma -. A centrocampo, seppur sulla carta ci sia un reparto di assoluta qualità, sembra che i giocatori non si incastrino bene nei dettami di Antonio Conte e, allora, non era il caso di adeguare determinate caratteristiche?

2) Perché si continua a puntare su calciatori in maniera forzata e, soprattutto, non voluta? Parlo di calciatori come Darmian, Pinamonti, Ranocchia, Eriksen, Perisic, Nainggolan, Brozovic. Giocatori che per motivi differenti sembrano non rientrare nei piani, ma siano forzatamente in rosa. Darmian preso per una promessa da mantenere, Pinamonti mai preso in considerazione in queste giornate anche a risultato acquisito, Ranocchia che fa più da mascotte e da bravo ragazzo di spogliatoio che da atleta, Eriksen in rotta di collisione col tecnico e con un atteggiamento rivedibile, Nainggolan e Perisic con la testa ad altri lidi e tenuti per mancanza di offerte soddisfacenti, Brozovic tenuto fino all’ultimo con le valigie in mano tanto da sembrare scendere in campo solo per fare un favore a qualcuno.

3) Riusciremo mai ad avere un clima sereno attorno al nostro ambiente? L’anno scorso Conte ha voluto fare – malissimo – il Mourinho della situazione attaccando giornalisti e società  - cosa che, per restare al paragone, Mou non ha mai fatto - in maniera indistinta. Dopo l’incontro di Villa Bellini è cambiato tutto – e non in meglio -. Un tecnico alla porta d’uscita, improvvisamente riportato alla base. Ma oltre a ciò è l’atteggiamento dello stesso tecnico a non convincere. Mai si è chiesto a Conte di non mostrare il suo carattere sanguigno in conferenza, ma soprattutto mai gli si è chiesto di sembrare una persona sedata. Semplicemente di lavare i panni sporchi in casa. Che sia anche questo, motivo di questo inizio?

4) Potremo mai, in sede di mercato, cedere i calciatori non ritenuti centrali nel progetto? E’ incredibile come ogni anno si faccia “beneficenza” nei confronti di altre società o nei confronti di calciatori. Giocatori dati in prestito e mai riscattati che poi rimangono sul groppone o buonuscite liquidate pur di toglierseli di torno. Anche quest’anno Dalbert, Lazaro, Godin, Asamoah sono stati mandati via in questo modo.

5) Riuscirà mai il tecnico a trovare delle soluzioni tattiche alternative? Sappiamo benissimo che il calcio di Conte si fonda su determinati meccanismi, ma nel derby, seppur si sono avute delle occasioni, la squadra è sembrata troppo spesso monocorde. Al di là delle faide tra tifosi, tra chi vuole la difesa a 4 e chi quella a 3 senza che viva realmente il campo e lo spogliatoio, siamo davvero certi che non si possa attuare ANCHE qualcosa di diverso?

Interrogativi che forse rimarranno tali. Certo, siamo solo ad inizio stagione e non bisogna bagnarsi prima che piova, ma le aspettative su questa squadra, quest’anno, sono molto alte e non ci si deve nascondere. Perché se la scorsa stagione è stata soddisfacente, nell’economia di un nuovo progetto tecnico, quest’anno gli obiettivi sono chiari. Ma bisogna darsi una mossa, prima che si torni a parlare dell’ennesima stagione senza titoli.