Antonio Conte e le parole su Eriksen smentite dai numeri

Le parole di Conte su Eriksen convincono poco, soprattutto guardando i dati numeri sulle presenze in campo del centrocampista danese
21.11.2020 22:00 di Gianfranco Rotondo   Vedi letture

La conferenza stampa pre-Torino di Antonio Conte ha regalato a noi giornalisti tanti spunti di analisi. Uno, però, è quello che ha colpito e cioè, come oramai consuetudine, Christian Eriksen.  Le parole del tecnico nerazzurro in merito al danese non lasciano granchè spazio ad interpretazioni: il giocatore, fosse dipeso da lui, sarebbe stato già via da Milano prima ancora del suo arrivo lo scorso gennaio.

“Eriksen ha avuto tantissime occasioni, ha giocato molto più di altri”, ha sostenuto l’ex ct della nazionale. Il problema, per lui, è che i numeri lo smentiscono in maniera clamorosa. Il fantasista danese, tra i calciatori presenti a centrocampo nella rosa interista, è davanti, per minuti giocati, soltanto a Radja Nainggolan, Matias Vecino e Stefano Sensi. A ben vedere, questi ultimi, sono giocatori o fuori dal progetto per una professionalità parecchio discutibile – il primo – o perché fuori per infortuni di lunghissima data – gli altri due. Quindi, quello che ne viene fuori è che Eriksen è ultimo per minuti tra i centrocampisti. Non solo, ma se analizziamo il minutaggio dell’intera rosa, vediamo che il numero 24 è davanti ad Andrea Ranocchia – riserva conclamata nella rosa -, Pinamonti – giocatore fuori dal progetto e che addirittura potrebbe andare via a gennaio  -, Sanchez – anche lui sempre alle prese con parecchi problemi fisici – e ci mettiamo anche i due portieri di riserva. Le parole di oggi, dunque, non trovano nessuna conferma, anzi.

Sarebbe bello immaginare se il calciatore in questione – che pure ha le sue pecche visto che, ogni volta che vola via da Malpensa, non fa nulla per provare ad entrare nelle gerarchie con dichiarazioni inopportune – si fosse chiamato Lukaku o Vidal. Chissà, magari lo stesso Conte avrebbe messo da parte ogni tipo di pregiudizio e ci avrebbe lavorato – come fatto con i due appena citati – in maniera convinta.

Sia chiaro, Conte può avere l’idea di calcio che vuole e può (anzi, deve!) puntare sui calciatori che più ritiene opportuni, ci mancherebbe – si veda come ha risposto all’ipotesi di un Eriksen davanti alla difesa, in maniera giusta -. Non è questo che non convince. Ma dire fesserie sul fatto che si è puntato sull’ex Spurs proprio no. Anche perché, ormai, anche i muri sanno che il trequartista è un ex giocatore dell’Inter.