Juventus Inter rinviata, 60 anni trascorsi inutilmente

29.02.2020 15:00 di Mario Spolverini   Vedi letture

Il rinvio di Juventus Inter conferma una realtà dolorosa, siamo un paese governato da una schiera di nani e ballerine. Il calcio poteva essere da meno? Ma figuriamoci. Non si può giocare a porte chiuse per non trasmettere in 170 paesi l’immagine di un paese in ginocchio. Ma Trump non ha aspettato il rinvio del derby d’Italia per consigliare ai suoi connazionali di evitare l’Italia, le Mauricius non hanno aspettato il rinvio per rimandare indietro i turisti italiani, le borse non hanno aspettato la Lega di serie A per dilapidare in poche sedute migliaia di miliardi di capitalizzazione. In sintesi: l’immagine dell’Italia era quella di  un paese già ampiamente sputtanato da diversi  giorni, per colpe di chi di governa e di chi informa.  Juventus Inter a porte chiuse al massimo avrebbe solo potuto confermare i disastri fatti.

Fine del pippone politico, veniamo al calcio. Qualcuno pensava che la Juventus avrebbe accettato supinamente di giocare il big match in casa sua senza l’aiuto del suo pubblico? Qualcuno pensava che la Juventus avrebbe accettato di giocarsi un match così importante con lo spogliatoio in ebollizione e la società pure dopo la sconfitta di Lione? Lo avevamo sperato un po’ tutti noi interisti ma tutti sapevamo che c’era chi lavorava dietro le quinte per evitare questo scenario.

Risultato? 10 maggio Genoa Inter, 13 maggio Juventus Inter, 17 maggio Inter Napoli, 24 maggio Atalanta Inter. Più, eventualmente,  l’Europa League e, ove mai succedesse, una finale di coppa Italia da giocarsi. Inter Sampdoria a quel punto potrà essere programmata  anche per la viglia di ferragosto. Con la Juve già campione d’Italia a quel punto, io 10 euro alla Snai ce li scommetto volentieri.

Torna alla mente quanto successe nel 1961, con la ripetizione di Juventus Inter decisa dalla Figc presieduta da Umberto Agnelli, dopo l’annullamento dello 0-2 assegnato a tavolino per l’invasione di campo. Allora ci fu un grande come Angelo Moratti che per protesta decise di mandare in campo la Primavera dell’Inter nella ripetizione. Fu il giorno del 9 a 1 per i bianconeri, una vergogna per loro non certo l’Inter.

Sono passati 60 anni, niente è cambiato se non  la proprietà dell’Inter. Dubito che Marotta e Steven Zhang abbiano lo stesso coraggio di papà Moratti. Non sono solo la pirateria ed il coronavirus a nuocere al calcio italiano. C’è qualcosa di peggio, che nessuno vuole vedere, nessuno vuole studiare. Il vaccino per questa malattia si trova solo all’estero. Peccato.